Il trasporto - il trasferimento, cioè, di beni e persone - è un’attività che ha sempre avuto un ruolo decisivo nella storia dell’uomo: non è un caso se anche la rivoluzione planetaria in corso con la globalizzazione sia strettamente legata alla crescente rapidità e facilità degli spostamenti. Proprio quello dei trasporti, tuttavia, è uno dei settori che esercitano le maggiori pressioni sulle risorse naturali. Tante le “criticità” – come sottolineano le varie edizioni del Rapporto sullo stato dell’ambiente del ministero dell’Ambiente – nel rapporto fra trasporti e ambiente: il consumo di energia da fonti non rinnovabili, e l’inquinamento atmosferico che ne deriva, l’inquinamento acustico prodotto dai mezzi di trasporto, il consumo di suolo delle infrastrutture viarie, ferroviarie e portuali, le interferenze sugli ecosistemi e sulla biodiversità, l’alterazione del paesaggio. Spesso conflittuale, dunque, l’interazione fra trasporti e ambiente è resa ancor più problematica dagli scenari di crescita del settore: quelli più verosimili per l’Italia, ad esempio, prevedono fino al 2030 un aumento medio annuo dell’1,4% per i passeggeri e dell’1,7% per le merci.
Tra le varie modalità di trasporto, quella dominante - ma anche con l’impatto maggiore sull’ambiente, il territorio, la salute e la sicurezza dei cittadini - è quella che utilizza la strada: automobili e motocicli per le persone, Tir per le merci. Nell’Unione europea si spostano in automobile circa il 70% dei cittadini, in Italia sono circa 8 su 10. Quanto alle merci, la logistica incide in Italia fino a più di un quinto del valore della produzione industriale, e la metà di questi costi è dovuto ai trasporti: più dei due terzi delle merci che viaggia lungo lo Stivale lo fa su strada (mentre in Europa non arrivano al 50%)