Expo


Facciamo l'Expo Giusto


Sabato 14 marzo 2009, nel corso della fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili “Fa' la cosa giusta”, l'Assemblea delle Associazioni e delle ONG, costituitasi allo scopo di rendere più incisive e coerenti le attività realizzate rispetto al tema dell'Expo 2015, “Nutrire il Pianeta, energie per la vita”, ha presentato le sue proposte:

1) la creazione del "Centro per lo sviluppo sostenibile- Casa delle associazioni" un luogo che non sia solo un edificio, ma un'agenzia di progettazione e lavoro in rete a livello sia locale che internazionale, tra associazioni, ONG di cooperazione internazionale, centri di studio e ricerca e tutti gli altri attori impegnanti nello sviluppo sostenibile, fondato sulla sussidiarietà e sulla partecipazione, sulla base di quanto già sperimentato in occasione dell'Expo di Saragoza, che abbia come obiettivo lo sviluppo sostenibile a tutti i livelli, a partire dal locale fino al globale.

2) il riconoscimento istituzionale di questo Centro da parte delle Istituzioni coinvolte. Il Centro infatti rappresenta l'esito di un percorso che parte da lontano e proseguirà sino al 2015 ed oltre, in modo autonomo ed in forte relazione con i territori, le comunità locali e le Istituzioni. Questo percorso costituisce un bagaglio di contenuti, esperienze e competenze sui temi della sostenibilità ambientale, della partecipazione civile e della promozione sociale e culturale che non potrà essere ignorato senza penalizzare l'Expo.

3) Chiediamo che l'impegno di tutti sia coerente con gli obiettivi dichiarati nel dossier di candidatura della nostra città, che rappresenta il vero motivo di interesse per i visitatori dell'evento Expo. Evitiamo che l'Expo sia causa della distruzione di aree agricole e verdi, invasione di cemento e aumento del traffico autostradale, in netto contrasto con i temi ai quali si ispira.

4) La crisi mondiale in corso, non solo finanziaria ed economica, non può non essere al centro della discussione, sia in questa fase di definizione operativa dell'Expo, che in quella dell'elaborazione dei contenuti e delle proposte. In tutto il mondo la risposta alla crisi economica punta su un'economia che non rapini le esigue risorse disponibili, su una nuova agricoltura, su beni e risorse rinnovabili. Per questo motivo rivendichiamo la priorità di lavorare per un Expo  della sostenibilità energetica e ambientale, affinchè si programmino investimenti durevoli, che determinino un miglioramento della qualità della vita non solo di Milano e della Lombardia, ma che siano un modello per l'intero pianeta.

5) Accanto al lavoro di tessitura di relazioni e di realizzazione di progetti, ci diamo scadenza per appuntamenti di approfondimento e dibattito in occasione del Festival Internazionale dell'Ambiente in programma nel mese di giugno 2009 e del  Festival dell'Alimentazione previsto per il prossimo ottobre.

Noi siamo al lavoro.

Scarica il documento condiviso dalle Associazioni


Milano Expo 2015. Ti voglio sostenibile!

Siamo contemporaneamente entusiasti e preoccupati dell'assegnazione alla nostra città dell'Expo 2015 “Nutrire il Pianeta. Energia per la vita”. Entusiasti dell'occasione offerta di rappresentare con l'Italia intera tutta le nostre idee e proposte su un tema strategico per il futuro dell'umanità. Preoccupati perché dobbiamo davvero dimostrarci all'altezza del compito. Proprio negli anni in cui nel mondo la popolazione urbana ha superato quella rurale, in cui le tensioni sul mercato dell'energia si ripercuotono su quello degli alimenti, rischiando di rendere ancora più difficile sfamare i poveri della Terra e i cambiamenti climatici acuiscono i conflitti, Milano e l'Italia possono presentare una prospettiva di equilibrio tra urbanizzazione e agricoltura capace di produzione equilibrata di cibo e natura. Una prospettiva frutto di una cultura secolare del territorio e di ricerca avanzata di soluzioni moderne. Di saperi antichi e di nuove culture di governo delle tecnologie di oggi e di domani.
Non sono in gioco solo parti del futuro di Milano, ma anche dell'Italia e del mondo. Con questo spirito Legambiente si è avventurata nell'Expo 2015, sin dalla fase in cui abbiamo inviatole nostre proposte (parzialmente recepite) per il dossier di candidatura.

LEGAMBIENTE ESPRIME I SUOI DESIDERI

Di seguito presentiamo allora le nostre proposte particolari e le nostre considerazioni. Anticipiamo subito alcune condizioni al contorno e assi strategici sui quali siamo disposti, se accettati, a spenderci con passione:
1)I poteri speciali. Chiediamo che i poteri che saranno attribuiti al Commissario siano limitati alle opere strettamente afferenti all'Expo e che le deroghe alle leggi ordinarie per assicurare la loro realizzazione assicurino comunque la trasparenza, l'informazione dei cittadini e la partecipazione nei tempi definiti e garantiti dalle norme europee e nazionali.
2)Il quartiere espositivo, i padiglioni del Comune, il nuovo quartiere del personale possono e debbono essere realizzati non solo a basso impatto ambientale, ma persino con i criteri dell'edilizia “passiva”, cioè senza necessità di ricorso a combustibili fossili (petrolio e metano) per la loro climatizzazione. E' questo infatti l'obiettivo che si propone l'Europa per tutti gli edifici di nuova costruzione al 2020!
3)Un quartiere senz'auto. E' quanto previsto, per i sei mesi dell'Esposizione, secondo il dossier di candidatura. E non sarà una sfida facile da mantenere garantire l'afflusso quotidiano tutto con mezzi pubblici (ferrovia e nuove linee metropolitane, piste ciclabili e bus navetta). Ma una volta infrastrutturato il quartiere a questo scopo, chiediamo al Comune di vincolare il nuovo quartiere cittadino (residenziale, servizi e sede di attività economiche) a divenire il primo quartiere di Milano e d'Italia senz'auto, anche dopo il 2016! Così come si fa in Svizzera, in altre nazioni europee e negli Stati Uniti.
4)Le compensazioni ecologiche preventive, la cui progettazione deve partire subito, devono riguardare anche Milano e la sua Provincia. Milano deve dimostrare al mondo il nuovo equilibrio tra città e campagna, tra artificiale e naturale, tra Comune e Parchi di cintura.
A partire da questi punti avviamo il confronto a tutto campo con le Istituzioni e, soprattutto, con tutte le componenti sociali e i cittadini interessati a Milano e in Lombardia.

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