ecomafia


Guarda l'inchiesta di RaiNews24 sulle ecomafie


"Ecomafia" è un neologismo coniato nel 1994 da Legambiente che indica quei settori della criminalità organizzata che hanno scelto il traffico e lo smaltimento illecito dei rifiuti, l'abusivismo edilizio e le attività di escavazione come nuovo grande business in cui stanno acquistando sempre maggiore peso anche i traffici clandestini di opere d’arte rubate e di animali esotici.
Legambiente Lombardia da anni cura la parte lombarda del Rapporto ecomafia, in cui vengono descritte le principali operazioni delle forze dell'ordine e della magistratura per contrastare i reati ambientali e dove vengono riportati gli episodi più significativi di danno all'ambiente perpetrato dai criminali ai danni della collettività nella nostra regione. Nomi, numeri e storie per fare luce su un fenomeno, quello delle ecomafie, che è presente anche al nord Italia.

In Lombardia parlare di mafie significa soprattutto parlare della 'ndrangheta. Quella che viene considerata oggi come una tra le più pericolose e potenti organizzazioni criminali al mondo, si è infiltrata nel tessuto sociale ed economico lombardo a partire dagli anni '50-'60 e oggi ha completato l'opera, arrivando a “colonizzare” ( come afferma la Direzione Nazionale Antimafia nella sua relazione del 2011) la regione più ricca d'Italia. Centinaia di milioni di euro all'anno sono i profitti illeciti derivanti dalle attività tradizionalmente attribuite agli ecomafiosi, che in Lombardia si sono “specializzati” soprattutto nel traffico illecito di rifiuti e nella movimentazione terra. Basti pensare che la nostra regione è al centro delle inchieste nazionali riguardanti i rifiuti: ben il 31% delle principali operazioni condotte in tutta Italia vedono il coinvolgimento della Lombardia.
E se è vero che non bisogna sottovalutare la presenza della criminalità organizzata di stampo mafioso che opera a danno dell'ambiente e dell'economia, è altrettanto vero che questa può prosperare solo grazie alla collusione dei sempre più numerosi e disponibili “colletti bianchi”: un piccolo esercito del malaffare composto da funzionari e dirigenti pubblici, manager aziendali, ma anche liberi professionisti e uomini d'affari che non hanno remore ad aggirare le regole, sveltire pratiche autorizzatorie, falsificare analisi di laboratorio, favorire pratiche edilizie che stuzzicano gli appetiti delle cosche “imprenditrici” nel settore del cemento.

Ma sconfiggere le mafie si deve e si può! Innanzitutto creando le condizioni perché tutti i cittadini acquisiscano consapevolezza del problema. Ecco che allora la “battaglia” che Legambiente cerca di combattere è certamente sul piano culturale: fornire sempre informazioni sulla presenza dell'ecomafia e i danni sociali, economici e ambientali che essa provoca a tutti noi. Per una “antimafia sociale” che sappia indicare una prospettiva di riscatto civico anche qui in Lombardia.

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27 Apr 2016
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21 Mar 2016
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