Consumo di suolo


 

Il suolo: un bene prezioso, un bene comune, di tutti noi!

Il suolo è una risorsa, limitata - come l'acqua e l'aria – e non rinnovabile. Esso è indispensabile per la vita sulla terra, in quanto consente la produzione di alimenti per tutte le specie animali terrestri e quindi anche per l'essere umano. Un bene comune dunque, da tutelare e preservare. Il suolo ha un valore ambientale, sociale, culturale ed economico, fondamentale per tutta la collettività. Un valore che viene quotidianamente eroso dall'inarrestabile attività edificatoria e dalla dissennata cementificazione dei nostri territori.

Ci stanno togliendo il terreno da sotto i piedi: il consumo di suolo in Lombardia

La Lombardia è una delle regioni più urbanizzate e cementificate d'Europa. Negli ultimi anni il suolo è stato consumato al ritmo di 90.000 metri quadrati al giorno (l'equivalente di circa 9 campi di calcio), per un totale di più di 3.000 ettari l'anno coperti da cemento ed asfalto, distrutti dall'edilizia residenziale e commerciale, da strade, impianti industriali, centri commerciali e capannoni: terra che non tornerà più, poiché è quasi impossibile che un terreno edificato possa tornare fertile.

I dati sul consumo di suolo in Lombardia, elaborati da Legambiente e dal CRCS - Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo, mostrano una situazione allarmante: dal 1999 al 2012 sono stati urbanizzati 44.776 ettari e si sono persi in maniera definitiva 60.290 ettari di superfici agricole. In meno di 15 anni le aree antropizzate sono passate dal 12,6% al 14,5%.

Provincia

Variazione aree urbanizzate

(1999-2012)

Variazione aree agricole

(1999-2012)

Varese

+7,3 %

-8,3 %

Como

+9,9 %

-7,5 %

Lecco

+10,9 %

-15,9 %

Sondrio

+23,8 %

-6,8 %

Milano

+12,5 %

-7,8 %

Monza e Brianza

+10,1 %

-13,9 %

Bergamo

+16,9 %

-8,2 %

Brescia

+18,8 %

-8,7 %

Pavia

+14,1 %

-3,9 %

Lodi

+20,3 %

-3,4 %

Cremona

+18,7 %

-2,5 %

Mantova

+23,3 %

-3,5 %

TOTALE LOMBARDIA

+14,8 %

-5,5 %

 

Perché dobbiamo mettere un freno al consumo di suolo?

Ognuno di noi ha bisogno di un po' di suolo. Il suolo su cui si produce la nostra dose giornaliera di alimenti, quello su cui crescono i boschi delle nostre escursioni, il suolo che è parte del nostro paesaggio. Ma anche il suolo distrutto per costruirci la nostra casa, o la strada che ci permette di muoverci a piedi, in bicicletta o in automobile. Da sempre l'essere umano ha consumato un po' di suolo per i propri villaggi e città. Ma da alcuni anni la situazione è cambiata: il consumo di suolo cresce molto più del fabbisogno abitativo. Anzi, si costruisce moltissimo senza nemmeno porsi il problema di dare una casa a chi ne ha bisogno.

Il consumo di suolo negli ultimi decenni ha significato:

- speculazione edilizia a vantaggio di pochi operatori immobiliari e a scapito dell'intera comunità
- uno stato di "dipendenza" per i comuni, che hanno lottizzato per ottenere entrate economiche tramite gli oneri di urbanizzazione.


Tutto questo ha un costo

E' risaputo: la speculazione immobiliare non produce sviluppo durevole, ma solo accaparramento di rendite. Negli anni in cui in Lombardia si è costruito di più non è cresciuto il benessere dei lombardi. Ma se guardiamo fuori dai nostri confini la situazione è anche peggiore: la speculazione finanziaria, legata al mercato immobiliare gonfiato, è stata una delle delle principali cause dell'attuale crisi economica globale!

Abbiamo assistito ad una crescita disordinata e 'sparpagliata' degli insediamenti, con gravi conseguenze ambientali e sociali: in primo luogo la perdita di qualità della vita, perché i centri storici si sono svuotati e le periferie sono diventate sempre più estese ed anonime, distanti da servizi e funzioni commerciali, dipendenti da un costoso e inquinante uso dell'automobile. E nel frattempo sono andati perduti preziosi terreni, a danno dell'agricoltura, attività economica che ha da sempre generato un grande valore nel nostro Paese.

Pubblicato il28 gennaio 2015