Sintesi del progetto per la tutela e salvaguardia del Lambro milanese


Gli spazi aperti e gli ambiti agro naturalistici, il fiume Lambro, l’area metropolitana milanese. Esempio di attivazione di Rete Ecologica.

Durata

Gennaio 2013 - Marzo 2014

 

Partner

ERSAF (capofila), Comune di Milano, PLIS Media Valle del Lambro, Politecnico di Milano, Legambiente Lombardia. Altri soggetti coinvolti: IRS, Istituto per la Ricerca Sociale

 

Descrizione

Il Lambro è il maggiore e il più orientale dei tre fiumi che attraversano la città di Milano ed è l'unico a scorrere, per la maggior parte del tratto cittadino, a cielo aperto. Il territorio percorso è complesso, sfruttato e soffocato da una fitta matrice urbana e da una diffusa rete di infrastrutture lineari che ne frammentano la continuità ecologica, facendo venir meno quello che è il ruolo “ecologico” di un corso d’acqua per un territorio.

Tutto il corridoio fluviale del Lambro, dal Lago di Pusiano fino alla confluenza con il Po, costituisce uno dei corridoi primari della Rete Ecologica Regionale lombarda (RER) e ciò, entro una visione di ampia scala rappresenta una fattore estremamente rilevante se si considera che tale importante ruolo di connettore ecologico primario dovrà essere svolto da un sistema sostanzialmente composto da spazi urbani generalmente considerati perduti rispetto alla funzionalità ecologica.

 

Sebbene la qualità complessiva delle acque del Lambro sia piuttosto scarsa, il quadro ambientale non è comunque irrimediabilmente compromesso sia per l'eredità di progetti e iniziative che hanno creato nel territorio ambiti urbani naturalizzati e parchi, ma anche per la presenza di numerosi ambiti che si sono spontaneamente rinaturalizzati. Ad esempio, il Lambro lambisce due aree caratterizzate da un livello di naturalità non trascurabile, Parco Lambro e Parco Forlanini, che costituiscono delle stepping stones, ovvero aree non particolarmente pregiate dal punto di vista naturalistico, rappresentate da frammenti ambientali parzialmente isolati, ma utili come punti di sosta o di passaggio per le specie animali migratrici. Nella zona di Monluè e di Ponte Lambro il fiume scorre tra terreni agricoli e aree abbandonate che potrebbero costituire, a seguito di adeguati interventi di gestione e di recupero, delle buffer zones, zone cuscinetto indispensabili per migliorare la funzionalità ecologica del corridoio fluviale.

 

 

Obiettivi

Il progetto intende redigere uno studio di fattibilità volto a definire la riqualificazione e il ripristino della funzionalità ecologica della porzione di territorio al confine Est di Milano, attraverso la progettazione di dettaglio della rete ecologica che ha come asse portante il corridoio fluviale del Lambro, in particolare del tratto compreso tra i limiti settentrionali del Parco della Media Valle del Lambro e il territorio compreso nel comune di Milano e nei comuni di San Donato Milanese.

 


 

 

Lo studio include, oltre al corridoio fluviale principale, gli spazi aperti ad esso direttamente connessi che svolgono il ruolo di aree di appoggio e gli spazi aperti urbani in continuità o eventualmente frammentati che possono concorrere al consolidamento della funzionalità ecologica. Il progetto si colloca entro una visione estesa di riqualificazione ambientale e considera il ruolo che tale porzione gioca entro l’intera Regione Urbana Milanese.

 

Obiettivi collegati

Il progetto si concentra essenzialmente su tre insiemi di ricerca e di azioni integrate:

1- approfondimento tecnico delle reti ecologiche con un alto livello di dettaglio, ovvero raccolta e analisi dei dati territoriali, faunistici, floristici, sociologici, economici e indagini e rilievi sul campo per ottenere un quadro ambientale ed ecologico sociale del corridoio fluviale del Lambro con un alto livello di dettaglio;

2- individuazione delle azioni necessarie e sostenibili per l’attuazione della rete ecologica polivalente

3- verifica di fattibilità delle stesse, attraverso il coinvolgimento diretto degli attori, attività di comunicazione e sensibilizzazione.

 

Fasi del progetto

1) individuazione delle risorse in campo, intese come progetti, attività, iniziative;

2) analisi dei contesti per individuare gli elementi fondamentali di connessione ecologica;

3) analisi del territorio: inquadramento programmatico, territoriale, eco faunistico, ambientale e socio – urbanistico dell’area di progetto;

4) individuazione della metodologia per la progettazione del corridoio ecologico maggiormente rispondente ad esigenze e realtà del territorio e delle specie considerate;

5) verifica della fattibilità delle scelte, delle strategie e individuazione delle risorse attivabili e necessarie;

6) attivazione del processo partecipativo, sensibilizzazione e informazione.

 

Risultati attesi

Lo studio di fattibilità potrà determinare cambiamenti positivi sulla biodiversità e nelle aree del PLIS della Media valle del Lambro e del Parco Regionale Agricolo Sud Milano ma anche a scala più ampia, creando zone fondamentali per il supporto delle specie e per la garanzia di una loro mobilità ecologica ed ecosistemica, individuando le azioni necessarie a ripristinare la funzionalità ecologica di un territorio ad oggi fortemente compromesso, e a restituire un importante tassello al sistema ecologico complessivo.

Verranno definite da un lato le principali criticità ecologiche presenti sul territorio, sia direttamente (scala locale) sia in un ambito territoriale allargato (ambito di connessioni di area vasta); dall’altro verranno evidenziate le potenzialità e le azioni virtuose da attivare. Il risultato dello studio di fattibilità si propone inoltre come modello operativo applicabile a realtà locali diverse di tutto il contesto regionale.


Pubblicato il28 maggio 2013