Dossier: l'evoluzione del sistema depurativo del Bacino Lambro-Seveso-Olona in 10 anni


Dal 2009 al 2018 una raccolta di immagini che mostrano come è evoluto il sistema di depurazione delle acque in Lombardia

Lo squilibrio tra sforzo depurativo (comunque incompleto) e permanenza di una situazione estremamente critica per tutte le acque del bacino Lambro-Seveso-Olona, è sicuramente dovuto alla sproporzione tra densità di popolazione, imprese e dimensione territoriale: si tratta in definitiva del più popoloso bacino dell'intero distretto idrografico del Po. Certo, l'insufficiente dotazione di depuratori e l'inadeguatezza tecnologica di molti depuratori esistenti, argomenti su cui concentriamo uno specifico approfondimento, rappresentano anch'esse delle tare gravissime, che non a caso ci tengono costantemente sotto l'osservazione critica della Commissione Europea.

Quello che vogliamo giungere a sollevare come grande tema per il futuro prossimo della programmazione delle risorse è proprio questo: la grande opera infrastrutturale di cui la Lombardia ha bisogno, forse in assoluto la più grande e più costosa di tutte, è un nuovo sistema drenante e depurante, che assuma come criteri progettuali non più quelli delle vecchie fognature, ma quelli di una gestione integrata, pulita ed efficiente delle acque. O teniamo presente questo orizzonte, per sviluppare piani d'azione e programmi di investimento che vadano in questa direzione, o continueremo ad inseguire emergenze, 
sversamenti, inquinamenti, ma anche rischi sanitari e perfino alluvioni nel cuore delle nostre città, come già avviene per il Seveso a Milano o per il Lambro a Monza.

Files

Pubblicato il30 luglio 2019