Dossier fotografico sul consumo di suolo agricolo in Lombardia


Dal dopoguerra dimezzata la superficie agricola per ogni cittadino

Dal dopoguerra ad oggi, la superficie agricola utilizzata è calata di quasi il 30%: erano circa 1,4 milioni di ettari nel 1955, sono oggi meno di un milione di ettari. Il dato è legato a un duplice fenomeno: l’abbandono delle terre marginali e montane, verificatosi in particolare tra gli anni ‘60 e ‘80, e l’urbanizzazione del territorio agrario, sviluppatasi lungo l’intero periodo e in particolare negli ultimi decenni. Le conseguenze sono un terreno molto meno presidiato e più vulnerabile, soprattutto nelle aree montane della nostra regione, e una perdita netta di terreni che, sebbene ad alta vocazione agricola, non reggono la competizione con usi del suolo più remunerativi, quali sono quelli legati allo sviluppo di insediamenti e infrastrutture. Se poi si considera la dinamica demografica, che ha visto il passaggio della popolazione lombarda, nello stesso arco di tempo, dai 7 ai 10 milioni di abitanti, il dato della dotazione di terreni agricoli pro capite è ancora più rilevante: nel dopoguerra si davano quasi 2000 mq di terreni coltivati per abitante, ora il dato è dimezzato e si calcolano solo 985 mq/abitante, un terzo della media europea.

Il suolo agricolo nei dati Dusaf 2015: in via di estinzione soprattutto nelle province pedemontane

Anche negli anni recenti, e nonostante gli effetti della lunga crisi economica sul settore delle costruzioni, il suolo agricolo in Lombardia ha continuato a ridursi, con cali di superfici particolarmente rilevanti in valore assoluto nelle province maggiormente dotate di terreni coltivati, dove pesa molto anche il contributo delle nuove grandi infrastrutture realizzate. È il caso delle province di Brescia, Bergamo, Milano. Se preoccupa il dato della perdita dei terreni migliori dal punto di vista della fertilità, non è meno grave la situazione delle province che condividono con il nord milanese i processi di crescita metropolitana. In particolare nelle province di Monza e Varese, ma anche in molte parti di quelle di Como e Lecco, il suolo agricolo è ormai ridotto a consistenze del tutto marginali, mentre l’assetto urbanistico del territorio appare sempre meno sostenibile.
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Pubblicato il06 settembre 2017