Osservazioni al PDL 266 su: "difesa del suolo e la gestione dei corsi d'acqua superficiali"


Legambiente esprime apprezzamento per lo sforzo di innovare e inquadrare la disciplina relativa alla gestione dei corsi d'acqua con specifico riferimento alla mitigazione e all'adattamento degli insediamenti al rischio idraulico. Questa terminologia, oggi, dovrebbe prendere il posto del concetto divenuto obsoleto e improprio di 'difesa del suolo': con questo termine infatti nel passato (e, ahinoi, ancora nella pratica corrente in Lombardia) si sono giustificate anche opere improvvide, di non necessario irrigidimento dei corsi d'acqua attraverso argini e difese spondali pensate per limitare, e non per concedere loro sfogo, le dinamiche fluviali. Opere che sono giustificate quando occorre difendere nuclei insediativi non delocalizzabili, ma che non dovrebbero essere assunte come 'difesa del suolo' in sé, laddove quel suolo costituisca ambito naturale di divagazione di un corso d'acqua, ed anzi in tal caso dovrebbero essere espressamente proibite. Sappiamo bene infatti che quelle arginature, nei confronti di fenomeni impulsivi, servono solo a trasferire e talvolta a generare il rischio in altre aree. Troppo spesso invece l'approccio della legge è che gli alvei dei corsi d’acqua siano strutture fisse e immutabili, così come le opere idrauliche. Manca del tutto l’idea di “spazio fluviale” che comprende aree di esondazione e di divagazione planimetrica degli alvei. A tal fine potrebbe essere almeno recuperato il concetto che la mitigazione del rischio deve accompagnarsi a interventi di riqualificazione fluviale, con logiche di integrazione e multifunzionalità degli interventi che tengano in conto anche le esigenze di connessione ecologica e di riequilibrio paesaggistico, oltre che di miglioramento delle caratteristiche quantitative e qualitative dei corpi idrici, rafforzando l'integrazione delle misure e degli obiettivi indicati dalle due direttive europee 'acque' e 'alluvioni' (2007/60/CE e 2000/60/CE), nonché l'integrazione degli interventi già prevista dal decreto "sblocca Italia".

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Pubblicato il25 novembre 2015