Waste4Think: al via a Seveso il progetto europeo di riduzione dei rifiuti


Seveso punta all'80% di raccolta differenziata con il lancio della tariffa paga-quanto-vuoi e il sacco con microchip

Sensibilizzare i cittadini, le aziende e le amministrazioni pubbliche sulla necessità di diminuire l’impatto ambientale delle nostre scelte quotidiane, perché le buone pratiche rientrino nella routine quotidiana. È lo scopo di Waste4Think, Moving towards Life Cycle Thinking by integrating Advanced Waste Management Systems: un progetto finanziato nell’ambito di Horizon 2020, programma quadro europeo per la ricerca e l'innovazione. Il progetto, frutto della collaborazione di Legambiente con Agenzia Innova21, il Comune di Seveso, le società Ars Ambiente e Softline, insieme ad altri 18 membri guidati dagli spagnoli di Fundacion Deusto (Fondazione del Politecnico di Bilbao), si pone l’obiettivo di proporre un nuovo modello per ridurre la produzione dei rifiuti e aumentare il risparmio economico. Il programma prevede diverse azioni in quattro aree urbane di Italia, Spagna, Portogallo e Grecia, al fine di creare pratiche di successo esemplari da condividere nei paesi dell'Unione Europea.

Nella città di Seveso sono state attivate iniziative volte alla promozione dell'utilizzo dei pannolini riciclabili negli asili e nelle famiglie della città; la riduzione della produzione dei rifiuti durante le feste estive, in particolare nel centro polifunzionale cittadino; l’eliminazione dei conferimenti sbagliati nei cortili e in alcuni condomini, grazie ad una campagna di comunicazione porta-a-porta che vedrà impegnati i volontari di Legambiente; l’introduzione del nuovo regolamento sulla gestione dei rifiuti, che preciserà ulteriormente le sanzioni per chi abbandona rifiuti sul territorio comunale.

A Seveso, inoltre, in collaborazione con Gelsia Ambiente, l’introduzione del sacco blu con microchip per l'indifferenziato ha consentito di raggiungere in pochi mesi il 74,87% di raccolta differenziata. Attraverso le iniziative sviluppate durante l’arco dei tre anni del progetto, si punta a produrre un impatto ambientale a partire da un cambio di stili di vita delle comunità locali, fino ad ottenere l'80% di raccolta differenziata. Il messaggio è che ridurre i rifiuti comporta un risparmio economico, grazie all’utilizzo a partire dal 2017 della tariffa puntuale, secondo il principio del “paghi per quello che getti”.

Le città stanno diventando sempre più i luoghi in cui si consuma la maggior quantità di risorse: 2,7 miliardi di tonnellate di rifiuti vengono prodotti nell'Unione europea ogni anno, di cui 98 milioni di tonnellate sono pericolosi. Solo il 40% dei rifiuti urbani viene riutilizzato o riciclato e il resto finisce in discarica o all'incenerimento. Nonostante campagne di comunicazione su riciclaggio e risparmio delle risorse, negli ultimi 20 anni i rifiuti urbani per persona in Europa sono aumentati di circa il 15%.

La gestione dei rifiuti è costosa, non solo in termini economici ma anche in termini ambientali. Le emissioni di gas ad effetto serra derivanti dallo smaltimento dei rifiuti urbani dovrebbero diminuire di circa 84 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti entro il 2020; ma per raggiungere questo obiettivo imposto dall’Ue, devono essere attuate ulteriori soluzioni eco-innovative.

Parlare di rifiuti urbani come una nuova risorsa, dovrebbe rappresentare l'occasione per stimolare una diffusa consapevolezza sul problema e sulle possibili soluzioni, grazie all’impiego di nuove tecnologie e alla possibilità di condividere tra i soggetti interessati (cittadini, potenziali clienti e investitori di soluzioni eco-innovative, le città intelligenti e comunità di ricerca, politici, ecc.) le migliori politiche e pratiche.

 

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Pubblicato il05 aprile 2017