Vertenza contro consumo di suolo a Biassono: il TAR vuole vederci chiaro e chiama in causa la Provincia


Nuovo episodio nella vertenza legale che vede contrapposti Comune e Legambiente

A distanza di cinque anni dal deposito del primo ricorso a cura degli avvocati Emanuela Beacco e Michele Memola, ricorso firmato da Legambiente Lombardia insieme ad alcuni residenti tra cui rappresentanti delle liste d'opposizione nel Consiglio Comunale di Biassono, il TAR Lombardia, esaminando le carte della complessa vicenda urbanistica, vuole vederci chiaro e, soprattutto, acquisire il punto di vista dell'ente sovracomunale: la Provincia di Monza e Brianza.

La Provincia, infatti, sul suo piano territoriale ha fissato rilevanti paletti per fermare il dilagare del consumo di suolo nel territorio più urbanizzato d'Italia, ma finora non è mai scesa in campo per riaffermare le proprie prerogative, che a Biassono vengono messe in discussione da una richiesta di piano attuativo sulla più estesa area verde residua del comune, al confine con il territorio amministrativo di Lissone.

Secondo il master plan presentato dallo sviluppatore immobiliare (Blasonium West Promotion), recepito dall'amministrazione comunale la scorsa estate, Biassono saturerebbe per intero, con decine di migliaia di metri quadri di capannoni e palazzi direzionali, tutti gli ultimi campi superstiti nel proprio territorio. La fascia ovest del comune ricade in un “ambito di interesse provinciale” entro cui sono fissati severi limiti alle nuove urbanizzazioni, oltre all'obbligo di procedere, preventivamente a qualsiasi autorizzazione, solo con l'accordo della Provincia e degli altri comuni interessati dall'ambito (Vedano, Lissone e Monza). Il problema è che la Provincia, fino ad ora, ha scelto di non entrare nella vertenza, astenendosi dal costituirsi al TAR e dal portarvi le proprie ragioni. Aspetto questo che non è sfuggito al giudice amministrativo, il quale ha chiesto all’ente provinciale, attraverso un'ordinanza pubblicata il 9 marzo, di relazionare in modo dettagliato circa le previsioni del PTCP in merito all'ambito interessato dalla devastante previsione urbanistica.

«Il Piano Territoriale della provincia di Monza fissa principi assolutamente condivisibili di tutela del territorio. - dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia - Adesso ci aspettiamo che la Provincia dia prova di coraggio e coerenza nel difendere il proprio piano, evitando che quello di Biassono diventi un precedente molto rischioso per la tenuta dell'intero impianto del PTCP. Se non si vuol veder ripartire la macchina del cemento sui campi brianzoli, ora l'ente provinciale deve prendere posizione, sia rispondendo all'ordinanza del TAR, sia riaffermano pubblicamente il proprio intento di arrestare un ulteriore tributo di territori cementificati. Non abbiamo dubbi sulla fondatezza delle nostre censure al progetto e aspettiamo fiduciosi il giudizio del TAR a cui ci siamo appellati».

Per la sentenza di merito bisognerà aspettare l'udienza che il TAR ha stabilito per il prossimo 27 giugno.

 

Pubblicato il22 marzo 2018