Tra una settimana in Consiglio Regionale gli emendamenti alla legge 31/2014: “E' una legge ammazzasuolo, abrogatela"


9 maggio Festa dell’Europa: urgente una direttiva a livello comunitario che fermi il consumo di suolo. 500 associazioni promuovono la petizione #salvailsuolo

Le modifiche alla Legge 31/2014? Un ammazzasuolo 2.0! È questa la preoccupazione di Legambiente a pochi giorni dalla prevista discussione in Consiglio Regionale del disegno di legge della giunta lombarda che, di fatto, allunga di molto i termini (originariamente previsti in trenta mesi) perché diventino efficaci le soglie di limitazione del consumo di suolo. A 29 mesi dalla pubblicazione della Legge Regionale 31/2014 recante “Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo e per la riqualificazione del suolo degradato”,  sono state ampiamente superate le scadenze che la Regione stessa si era data per emanare un piano regionale a cui avrebbero dovuto adattarsi le Province e, successivamente, i Comuni lombardi per ritoccare al ribasso le previsioni espansive dei loro piani. Nel frattempo gli operatori si sono messi alacremente al lavoro per sfruttare l'occasione delle norme transitorie della legge per presentare piani attuativi, e fissare così i loro supposti diritti edificatori: un perfetto effetto boomerang che, perdurando il regime transitorio della l.r. 31, accelera il consumo di suolo, anziché ridurlo.

Proprio con il pretesto del grave ritardo accumulato dalla Regione, che in assenza di altri provvedimenti avrebbe portato a giugno alla scadenza del regime transitorio, il prossimo martedì 16 maggio è prevista in Consiglio Regionale la discussione di un testo che preannuncia diversi emendamenti alla legge 31. Oltre alla dilazione nel tempo delle scadenze stabilite, si aprono ulteriori possibilità per grandi operazioni immobiliari che, con semplici trucchi terminologici, potranno cementificare i campi agricoli. Ad esempio non saranno considerati “consumo di suolo” gli ampliamenti di aree produttive, né gli interventi approvati con accordi di programma regionale, e nemmeno gli interventi che andranno ad estendere il tessuto urbano. E, se dovesse essere accolto un emendamento della Lega Nord, neanche gli interventi approvati con lo Sportello Unico alle attività produttive.

«Ci spiace essere stati facili profeti, ma era evidente che la legge avrebbe fallito rispetto agli intenti dichiarati. – dichiara Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente LombardiaCiò a cui stiamo assistendo da mesi è una vera e propria corsa degli operatori a presentare piani attuativi per salvaguardare diritti edificatori altrimenti inesistenti.  In questo momento è solo il mercato a limitare il consumo di suolo, non certo una legge che già nel 2014 avevamo etichettato come 'ammazzasuoli'. Ora ne va in onda la versione 2.0, che apre ulteriori finestre alla speculazione immobiliare. La nostra proposta per una semplificazione efficace e per porre rimedio ad una legge-truffa, basata su definizioni e procedure artificiosamente distorte, è semplice e provocatoria: abrogare la legge 31 e scrivere una vera legge contro il consumo di suolo».

Alla base dei malintesi su cui fa leva la normativa ci sono definizioni completamente aleatorie circa ciò che debba essere considerato “consumo di suolo”: in pratica, la legge calcola come già consumati i suoli per i quali esista una qualsivoglia possibilità di edificarvi, ed in questo modo tutti gli sviluppi consentiti dai piani urbanistici vigenti, o perfino già scaduti, non fanno cumulo ai fini del computo del consumo di suolo. Pertanto non vengono in alcun modo limitati. Anzi, la legge con il suo regime transitorio, ha impedito ai Comuni di attivare varianti urbanistiche che, negli ultimi due anni, complice un mercato in forte difficoltà e una domanda depressa, sarebbero state in molti casi varianti in riduzione.

«Sono necessari riferimenti legislativi chiari e certi sul consumo di suolo, perché manca ancora sia una legge nazionale, da anni ferma nel rimpallo tra le Camere, sia una direttiva europea, che impediscano alle Regioni, come nel caso della Lombardia, di nascondersi dietro pretesti per non tutelare il suolo. – sottolinea Barbara Meggetto, Presidente di Legambiente LombardiaNel giorno della Festa dell’Europa, che ricorre proprio oggi, 9 maggio, ribadiamo la necessità di una disciplina comunitaria che difenda il territorio da cementificazione e degrado».

Insieme a 500 organizzazioni di tutta Europa Legambiente sta promuovendo una petizione per la definizione di una direttiva europea a tutela del suolo. Servono un milione di firme e si può sottoscrivere anche online sul sito salvailsuolo.it

Pubblicato il09 maggio 2017