Spostamento distributore Q8 in via Massaglia: Legambiente e il Comitato di cittadini vincono il ricorso al TAR


Legambiente: “Ha vinto la tutela della salute dei cittadini. Ora nell’area del cantiere sia ripristinato il verde”

Il distributore in disuso dell’area di servizio Q8 in via dei Missaglia a Milano non verrà spostato vicino al nuovo parcheggio di piazza Abbiategrasso, di fronte ai numeri civici 13 e 15, dove prima c’era un’area non mantenuta, ma con alberi decennali in buona salute, ora abbattuti per far spazio al cantiere. Il Tribunale Amministrativo Regionale si è espresso dando ragione al ricorso avanzato dai cittadini del Comitato Cittadino Difesa Ambiente Zona5 supportati dall’Avv. Valeria Catalano, a cui si è affiancata Legambiente Lombardia con il circolo milanese Zanna Bianca supportato dell’Avv. Emanuela Beacco.

 

Il ricorso era stato presentato nel luglio 2018 contro l’autorizzazione alla riqualificazione dell’impianto rilasciata dal Comune di Milano a Kuwait Petroleum Italia s.p.a, appellandosi a infrazioni relative alla distanza tra la posizione delle nuove cisterne del distributore e i pozzi di captazione dell’acqua potabile. Secondo la normativa, infatti, dovrebbe essere garantita una distanza di 200 m per nuovo impianto. I ricorrenti avevano osservato, inoltre, l’intervento non potesse qualificarsi come una mera ristrutturazione, ma andasse considerato come un vero e proprio nuovo impianto. Nel mese di marzo 2019 il Tar aveva emesso un’ordinanza che non solo sospendeva i lavori, ma entrava in parte anche nel merito del ricorso, specificando la priorità del diritto alla salute.

 

«È un successo quello ottenuto con la sentenza del Tar– dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia–. In questo modo non solo si tutela la salute dei cittadini residenti in zona, ma è un primo passo anche per la riqualificazione dell’area di cantiere, dove ora chiediamo sia ripristinato il verde, anche se purtroppo ci vorranno decenni per avere alberi come prima»

 

Ora il Comune potrebbe fare appello al Consiglio di Stato. Ma nel frattempo l’associazione ambientalista si augura che Kuwait Petroleum Italia S.p.a prenda in considerazione soluzioni alternative per rendere possibile lo spostamento dell’impianto.

 

«Ci auguriamo che l’azienda e il Comune tengano in considerazione la salvaguardia della sicurezza e della salute dei cittadini e non solo gli interessi economici»dichiara Aurelia Fabbro del circolo Legambiente Zanna Bianca di Milano.

Pubblicato il25 ottobre 2019