Smog: a Milano la prima emergenza di stagione, centraline sopra la soglia da cinque giorni


Nonostante l’aiuto del clima più che tiepido, aria irrespirabile e da oggi dovrebbero partire le misure previste per l’emergenza. “Anomalia del clima milanese: urgente rendere la metropoli più resiliente al cambiamento climatico: riduzione delle emissioni, aumento della vegetazione urbana, riduzione dell’impermeabilizzazione”

Nel diario dello smog oggi è un giovedì nero: Milano segna il quinto giorno consecutivo di superamento della soglia per le polveri sottili (50 microg/mc), il 41mo dall’inizio  dell’anno. La conseguenza è l’entrata nella fase di emergenza con limitazioni alla circolazione per i veicoli fino a euro4 diesel, divieto di spandimento liquami in agricoltura e di accensione di stufe e camini, e abbassamento della temperatura in abitazioni e uffici. Di queste ultime misure in realtà non ci sarà bisogno, perché le temperature in città sono talmente alte che, anche tenendo spenti i riscaldamenti gli interni delle case arrivano facilmente a far misurare oltre 22°C. Dunque vale prima di tutto la raccomandazione, lanciata dal sindaco Sala, di lasciare le caldaie con l’interruttore in posizione ‘spento’. La buona notizia, anche per i portafogli oltre che per lo smog, è che il tepore quasi estivo durerà, secondo le previsioni, almeno fino a domenica, e forse anche oltre. Temperature talmente miti che consentono di evitare l’accensione degli impianti termici non solo a Milano, ma in tutta la pianura lombarda. La cattiva notizia invece è che non sono previsti rinforzi di vento, ed anzi, secondo i modelli previsionali di ARPA Lombardia, gli inquinanti da traffico sono destinati a ristagnare sempre di più, soprattutto nell’ovest della regione, tra milanese, pavese e lodigiano, ma in estensione anche al resto della pianura, con la prospettiva di un periodo di emergenza smog di cui, almeno per il momento, non è possibile prevedere l’uscita dal tunnel.

“Chiediamo a cittadini e amministratori un comportamento responsabile, per sè stessi e per l’intera comunità - dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia –: si tratta di attuare e far rispettare le misure di emergenza, ma soprattutto di evitare il più possibile l’utilizzo di mezzi a motore, preferendo sempre l’alternativa del mezzo pubblico e della bicicletta. Ed evitiamo assolutamente di immettere inquinamento inutile nell’aria che respiriamo: la stagione calda non ci ha ancora lasciato, diciamo agli amministratori di condominio di lasciare spente le caldaie!”

 

Emergenza smog e anomalia meteo-climatica non sono direttamente connesse, ma specialmente a Milano sono un dato di fatto. C’entra sicuramente l’effetto serra, che agisce a livello globale, ma ancor di più si fa sentire l’isola di calore urbano, un effetto molto locale che cresce con l’estensione del nucleo urbano più compatto. Ottobre, tradizionale mese di svolta stagionale, in cui si cambia il guardaroba e si accendono gli impianti termici nelle case, è un mese sempre più caldo. In Lombardia, stando alle rilevazioni delle cinque stazioni meteo-climatiche di riferimento di ARPA, il cambiamento è misurabile già nel confronto tra gli ultimi due quindicenni: in alcune città con variazioni minime della temperatura media, altrove con cambiamenti più significativi, dell’ordine del mezzo grado. Ma a Milano le colonnine di mercurio della storica stazione meteo di Brera segnalano una variazione superiore al grado nel confronto tra la media mensile di ottobre nel periodo 2002-2017 e quella del quindicennio precedente, 1988-2002.

“Il clima cittadino evidentemente registra e amplifica gli effetti del cambiamento climatico, che si sommano a quelli della trasformazione urbanistica del territorio avvenuta negli ultimi trent’anni- dichiara Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia – occorre lavorare alla strategia per rendere la metropoli milanese più resiliente al cambiamento climatico, e questo significa soprattutto ridurre l’impermeabilizzazione e aumentare la presenza vegetale in città, ma anche operare per la riduzione di tutte le emissioni atmosferiche, attuando interventi di efficienza e isolamento degli edifici, e prestando le necessarie attenzioni ad evitare gli sprechi di calore”     

Valori di temperatura media del mese di ottobre nel trentennio 1988 - 2017
periodo Milano Brera Brescia Pavia Sondrio Mantova
1988-2002 14,54 14,84 13,72 12,71 14,56
2003 -2017 15,56 14,96 14,21 12,78 15,09
differenza °C 1,02 0,12 0,49 0,06 0,53

Fonte: elaborazione Legambiente su dati servizio meteo Arpa Lombardia

 

La variazione osservata nelle temperature di Milano città è molto significativa, ed oltre a suonare come ulteriore conferma delle evidenze sul cambiamento climatico in corso, dovrebbe allo stesso tempo produrre un cambiamento nei comportamenti. Al punto in cui siamo sarebbe opportuno posticipare la data di ordinaria accensione degli impianti termici al primo novembre, che è stabilita per legge, prendendo atto del cambiamento di clima e allineando Milano alle stagioni termiche di città dell’Italia Centrale, come Perugia e Firenze: ciò consentirebbe notevoli risparmi in bolletta, riduzione dei consumi e dell’inquinamento.

A quello che appare ormai un trend climatico consolidato si sovrappone, come detto, in questi giorni il dato meteorologico, che fa registrare temperature anche 3-4°C sopra le medie del periodo e che sembra destinato a durare anche per i prossimi giorni: con minimi notturni intorno ai 15°C e massime diurne anche superiori ai 22°C.

 

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Temperature medie giornaliere di ottobre nei quindicenni 1988-2002 e 2003-2017, e misurate in ottobre 2018 – stazione Milano Brera, elaborazione Legambiente su dati ARPA Lombardia

 

 

Pubblicato il18 ottobre 2018