Si riaccendono i riscaldamenti: vademecum per evitare sprechi e inquinamento


Legambiente: “La riduzione dell’inquinamento deve iniziare dagli edifici in cui viviamo e lavoriamo, perché il nostro sia un abitare più responsabile e proattivo”

L’autunno entra nel vivo e con i primi freddi di ottobre si apre ufficialmente la possibilità di accendere i riscaldamenti. Dal 15 ottobre in tutta la regione sarà possibile avviare le caldaie e le stufe fino a 14 ore al giorno, tranne per i comuni montani di fascia F, dove non è fissato un limite orario. I comignoli ricominciano a fumare, case, negozi e uffici riacquistano tepore, ma a risentirne è la qualità dell’aria.

L’Italia è uno dei paesi dell’Unione Europea con il più alto numero di abitanti in condominio, che si attesta intorno ai 14 milioni di famiglie, un fenomeno considerevole se associato al fatto che nel nostro Paese la spesa procapite per il riscaldamento della casa è il 50% più alta rispetto alla media europea e che le emissioni primarie di particolato prodotto da impianti domestici e condominiali sono tre volte superiori a quelle dei trasporti. Una realtà che continua a preoccupare è quella degli impianti termici più impattanti sul fronte dell'inquinamento atmosferico. A Milano, una delle città con maggiori problemi d'Europa su questo fronte, resistono ancora oltre 3mila condomini con grosse caldaie a gasolio: una situazione allarmante, considerato che il funzionamento di una caldaia a gasolio, a parità di prestazioni, costa il doppio ed emette 25 volte più inquinanti di una normale caldaia a metano.

La lotta al cambiamento climatico parte innanzitutto dalla consapevolezza che anche l’azione del singolo ha effetti sull’ambiente circostante.

«Dobbiamo e possiamo essere in grado di rispondere alla sfida della riduzione dell’inquinamento dell’aria e delle emissioni di carbonio derivanti non solo dai mezzi di trasporto, ma anche dagli edifici – sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Possiamo farlo a partire già dalle case in cui viviamo, perché il nostro sia un abitare più responsabile e proattivo».

Ecco, allora, i consigli per evitare gli sprechi e migliorare l’efficienza del proprio riscaldamento:

  1. Controllare periodicamente l’impianto e mantenerlo pulito
  2. Non superare le ore di accensione consentite
  3. Non eccedere con la temperatura degli ambienti interni: mantenerla sui 19-20 gradi
  4. Limitare l'utilizzo di automobili e motocicli a benzina e diesel, prediligendo i servizi pubblici o i mezzi elettrici
  5. Controllare che le finestre siano chiuse e non vi siano spifferi, per evitare un lavoro eccessivo dell’impianto
  6. Per i negozi: chiudere la porta d’ingresso. I clienti entreranno comunque
  7. Se si prevede il cambio della caldaia optare per impianti più evoluti, come le pompe di calore e le integrazioni con solare termico
  8. Provvedere a interventi quali l’isolamento delle facciate e dei solai, il cambio degli infissi per evitare dispersione di calore

Il condominio rappresenta un micro-sistema all’interno delle comunità. Come tale può fortemente incidere nella qualità dell’aria del territorio in cui è inserito. Secondo i dati forniti da Infrastrutture Lombarde in media un appartamento di 80mq nella città di Milano emette 3160 kg di CO2 all’anno. Se si considera che nell’intera città metropolitana ci sono quasi 1,5 milioni di abitazioni, stiamo parlando di ben 4,5 miliardi di kg di CO2 emesse per la sola climatizzazione residenziale. La situazione non migliora nelle altre città lombarde: maglia nera a Pavia e Varese, con emissioni medie annuali di 4050 kg di CO2; seguono Lodi con 3460 kg tonnellate, Como con 3450 kg, Cremona con 3430 kg e Sondrio con 3190 kg; la città più virtuosa è Brescia con 2840 kg/abitazione.

 

 

Pubblicato il14 ottobre 2016