Sequestrati piezometri, vasche e pozzi di monitoraggio nell'ex Area Falck di Novate Mezzola


Legambiente: "Adesso si cerchi di far luce sull’iter autorizzativo"

E’ notizia di, ieri 31 marzo 2017, il blitz a cura del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale che ha messo sotto sequestro penale i piezometri, vasche e pozzi d’ispezione che costituiscono la rete di monitoraggio delle acque limitrofe all’ex area Falck di Novate Mezzola, lo stabilimento in cui dovrebbe sorgere il Parco Minerario del San Fedelino, che la società Novate Mineraria vuole realizzare sul sedime del vecchio impianto. L’azione è stata svolta su disposizione della Procura della Repubblica di Sondrio.

La messa in sicurezza, da sempre al centro dell’attenzione delle attività promosse a partire dall’anno 2014 dal Comitato Salute Ambiente Valli e Lago, unitamente a Legambiente Lombardia e Medicina Democratica Onlus e materia di contestazione in sede amministrativa mediante i ricorsi al TAR ed al Presidente della Repubblica, oggi finalmente è diventato oggetto anche dell’attenzione dell’autorità giudiziaria. 

«Troppo spesso con i nostri circoli locali e le altre associazioni abbiamo rimarcato la nostra forte perplessità di fronte alla scelta di andare avanti nonostante le proteste. Per questo siamo fiduciosi che le autorità competenti possano passare sotto la lente d’ingrandimento l’iter autorizzativo e i presidi necessari a tutela della salute e dell’ecosistema lacustre» dichiara Damiano Di Simine, coordinatore scientifico di Legambiente Lombardia.

Legambiente si dice molto preoccupata per le sorti di un territorio che oggi soffre le conseguenze di una passata attività industriale, ma che è anche al centro di una previsione imponente di estrazione mineraria con impatti ambientali ancora più significativi.

Pubblicato il01 aprile 2017