Renovate Italy: 140 candidati alle elezioni regionali e politiche hanno già sottoscritto il documento sulla riqualificazione degli edifici


Appello ai candidati al Parlamento e alla Regione Lombardia affinché assumano un impegno concreto nella prossima legislatura per favorire la riqualificazione profonda  del patrimonio immobiliare esistente. 

A poche settimane dalle elezioni politiche e regionali, il network Renovate Italy presenta un manifesto di proposte concrete e mirate su temi energetici e ambientali rivolte ai candidati sia al Parlamento che alla presidenza e al Consiglio regionale della Lombardia. In particolar modo l’attenzione viene posta alla riqualificazione profonda del patrimonio edilizio, sia come volano dell’economia che come significativo intervento per migliorare le performance energetiche degli edifici e abbattere consumi ed emissioni climalteranti. Oltre 100 politici hanno già risposto all’appello sottoscrivendo il documento, tra i quali a livello regionale si annoverano i candidati alla presidenza della Lombardia Giorgio Gori, Attilio Fontana, Dario Violi e Onorio Rosati.

«Le campagne elettorali sono occasioni di riflessione collettiva sulle sfide che attendono il Paese – dichiara Stefano Cera, portavoce del network Renovate ItalyQualunque sia l’Italia che vogliamo, edifici confortevoli e sicuri sono imprescindibili per definirci un Paese avanzato e competitivo. La profonda riqualificazione edilizia migliora la qualità dell’abitare, assicura un impulso diretto alla nostra economia, crea nuovi posti di lavoro, consolida la sicurezza economica delle famiglie, per gran parte delle quali l’edificio di abitazione costituisce il più importante patrimonio. Inoltre previene situazioni di povertà energetica, un problema che già oggi colpisce le fasce più deboli della popolazione».

L’appello diffuso da Renovate Italy, rete che in Italia unisce produttori di soluzioni tecnologiche, imprese di costruzioni, centri di ricerca, associazioni industriali ed ambientaliste, parte da semplici constatazioni. La prima è che, dati statistici alla mano, ciascuno di noi trascorre in media l’89% della propria vita all’interno di edifici, che offrono protezione dagli agenti atmosferici, dal caldo, dal freddo, dai rumori e devono creare un ambiente sano e ideale allo sviluppo delle potenzialità di ogni individuo: a casa così come a scuola e sul posto di lavoro. Poi c’è l’aspetto economico: per gli italiani la casa è un patrimonio che vale 6000 miliardi di euro. Una sicurezza per decine di milioni di famiglie e per il sistema-Paese, ma anche un valore soggetto ai rischi di obsolescenza e deflazione: in Italia 2 case su 3 sono state costruite prima del 1976 (anno della prima legge su requisiti di efficienza energetica) e 9 su 10 sono in classe energetica scadente. Per non parlare della vulnerabilità al sisma e al fuoco: stiamo parlando di case esposte non al rischio, ma alla certezza di una progressiva perdita sia di valore che di ricollocabilità sul mercato, in assenza di interventi sostanziali di aggiornamento tecnologico e strutturale. Si calcola che 25 milioni di abitazioni sprechino oltre la metà del calore che impiegano, non poco visto che una famiglia italiana spende 1600 euro l’anno in media per energia e riscaldamento. Riqualificare in maniera profonda gli edifici, a partire dall’isolamento di pareti e infissi, dimezza i costi in bolletta ed aumenta il valore degli immobili del 10% rispetto ad una ristrutturazione che non intervenga sulla componente energetica.

Oggi sappiamo anche che gli edifici sono tra i principali responsabili di gran parte delle emissioni inquinanti: in tutta Italia 40.000 tonnellate di polveri sottili escono dai camini delle case, ogni singolo appartamento emette dunque in atmosfera in media 2 kg di polveri sottili all’anno. Dati allarmanti che si uniscono a quelli divulgati dalle agenzie sanitarie, secondo cui sono 91.000 all’anno le morti premature causate dallo smog, solo in Italia.

«Per far fronte alla sfide del cambiamento climatico e aumentare la sicurezza energetica del nostro Paese è necessario partire proprio dagli immobili in cui viviamo e lavoriamo ogni giorno – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia La riqualificazione profonda degli edifici, dunque, fa bene al clima, ma anche all’aria che respiriamo, considerando che in Lombardia gli impianti termici in inverno rappresentano, per importanza, la prima fonte di emissioni di polveri sospese».

L’aspetto positivo è che economia e ambiente, in questo come in molti altri casi di green economy, viaggiano insieme: dal 2015 l’uscita progressiva dalla crisi del settore delle costruzioni è stata guidata proprio dal comparto della ristrutturazione, che si calcola abbia generato 400.000 posti di lavoro. Segnale che il settore può rappresentare un significativo volano per l’economia, creando occupazione e fornendo all’industria delle costruzioni un nuovo mercato qualificante. Inoltre la ristrutturazione secondo le norme antisismiche, oltre a salvare molte vite, permetterà allo Stato di risparmiare una quota consistente di quei 3 miliardi di euro all’anno che, mediamente, l’Italia spende per riparare i danni dei terremoti.

«Crediamo che la politica, quando promette ripresa e occupazione, ritenga che gran parte dei risultati dipendono dal comportamento sul mercato del settore delle costruzioni. – dichiara Pietro Andrea Garavaglia, Comitato di Presidenza di Assimpredil AnceOggi in questo settore il comparto della ristrutturazione ad alte prestazioni energetiche è uno di quelli in cui si concentrano le maggiori aspettative. Occorre perciò un atteggiamento consapevole e proattivo da parte di chi si candida a legiferare e a governare, perché a noi sta a cuore la vitalità delle imprese del settore, ma sappiamo che in gioco c’è un’enorme responsabilità verso gli investimenti delle famiglie. Servono politiche efficaci di stimolo ma anche di semplificazione e trasparenza nella relazione tra domanda e offerta».

Negli ultimi anni sono state introdotte profonde revisioni normative e misure di incentivazione per assicurare l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici. Adesso, però, è importante che questi strumenti vengano declinati in programmi efficaci, che considerino l’efficienza energetica in relazione a tutti i bisogni legati alla qualità dell’abitare. È questo il senso dell’appello ai candidati promosso da Renovate Italy affinché assumano un impegno concreto nella prossima legislatura per favorire la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

Nel manifesto (renovate-italy.org/2018/02/13/riqualificare-gli-edifici-per-rilanciare-litalia-manifesto-per-le-elezioni-2018/) si leggono precise azioni che i candidati sottoscriventi si impegnano ad attuare una volta eletti: a partire dal miglioramento della Strategia Nazionale per la Riqualificazione Energetica e del Piano per l’incremento degli Edifici a Energia quasi Zero (PANZEB) a livello nazionale, per arrivare, in Lombardia, all’attuazione del Piano Energetico e Ambientale Regionale (PEAR) che prevede un obiettivo di risparmio energetico pari al 55% dagli edifici, sia pubblici che privati; lo sviluppo di appropriate indicazioni per gli interventi di ristrutturazione, per evitare che norme rigide e stringenti, concepite per edifici di nuova costruzione, risultino inapplicabili per le riqualificazioni dell’esistente; l’istituzione di una struttura nazionale di missione per la riqualificazione del patrimonio edilizio; la promozione di un dialogo permanente all’interno della filiera istituzionale, dal livello nazionale agli enti territoriali e con la collaborazione con i diversi soggetti industriali e finanziari; un sistema di controlli della certificazione energetica che la renda strumento efficace e verificabile di valutazione del patrimonio immobiliare, di orientamento del mercato e di modulazione dei benefici fiscali. Il tutto partendo proprio dagli edifici pubblici, dove l’Amministrazione “ci mette la faccia” e deve essere d’esempio per i cittadini: la loro riqualificazione deve avvenire attraverso bandi che prevedano dichiarati e verificabili risultati in termini di risparmio energetico, comfort e sicurezza.

Ad oggi hanno aderito all’appello 80 candidati consiglieri e 40 candidati alle politiche, prevalentemente da collegi lombardi: un risultato che i promotori giudicano molto incoraggiante. Ma l’appello resterà aperto alle adesioni per il resto della campagna elettorale, e i nomi degli aderenti con relative forze politiche e collegi verranno aggiornati e comunicati da domani su www.renovate-italy/org, oltre che sui canali social del network.

 

Chi è Renovate Italy

Renovate Italy raccoglie numerose realtà imprenditoriali e no profit che promuovono attività e progetti per la riqualificazione energetica del patrimonio costruito in Italia. Promossa all’interno di The Renovate Europe Campaign (REC), si propone di stimolare in Italia, nell’ambito delle politiche e buone pratiche europee, strumenti e approcci innovativi per ridurre lo spreco energetico degli edifici. Il network promuove l’idea che per raggiungere gli obbiettivi di risparmio energetico definiti dall’UE occorre sia aumentare il tasso di rinnovamento del patrimonio edilizio, sia migliorare l’esistente intervenendo in modo integrato su generazione e distribuzione di energia (impianti) e sulla riduzione delle dispersioni (involucro edilizio) al fine di ottenere un miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio di almeno il 50%. Ne fanno parte Assimpredil Ance, FIVRA, Giardini di Babilonia, Saint-Gobain Isover, Knauf Insulation, Rockwool, URSA, Legambiente, CasaClima Network Lombardia, Associazione Harley&Dikkinson, Labgrade, end-use Efficiency Research Group del Politecnico di Milano, Ambiente Italia e Teicos group.

 

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Pubblicato il22 febbraio 2018