Regione Lombardia toglie gli alpeggi dalla gestione di Ersaf per consegnarli ai comuni, un grave danno al patrimonio pubblico


La Regione Lombardia non desiste da suo piano di danneggiare il patrimonio pubblico indivisibile che gli è stato affidato dallo Stato che con tanta dedizione ha valorizzato in questi anni.

È proprio vero! 36 alpeggi, distribuiti in 14 delle 20 foreste di proprietà di Regione Lombardia con una superficie complessiva di 3.691 ettari, che la Giunta regionale ha deciso di passare ai Comuni. Gli alpeggi sono gestiti da 34 aziende, esiste con loro una forte sinergia attraverso progetti comuni e formazione, costituiscono una rete per lo sviluppo montano. Grazie al presidio e a questo lavoro svolto negli anni con ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste), gli alpeggi hanno sviluppato forme moderne e avanzate di gestione che si sono tradotte in modalità contrattuali approvate dalla Regione l’anno scorso per tutti gli alpeggi. Siamo di fronte quindi a un bene prezioso della nostra Regione che è stato gestito in questi anni con competenza, passione e lungimiranza.

 

Si è proprio vero! La stessa ERSAF che questa stessa Giunta Regionale voleva cancellare nel mese di luglio, svuotandola di gran parte delle sue competenze, riducendola alla sola gestione del patrimonio forestale: in pratica un salto indietro agli anni '70 del secolo scorso, azzerando una lunga e fruttuosa evoluzione dell’Ente e annichilendone la capacità di sviluppare servizi per le imprese agricole, ricerche e progettazioni autonome.

 

Il patrimonio indisponibile della Regione Lombardia, ereditato dallo Stato, svolge una funzione pubblica molto importante: la Regione si deve impegnare a farne un uso pubblico, e di fatto viene gestito per una funzione pubblica. La funzione unitaria del patrimonio degli alpeggi è un fattore determinante per far crescere il valore e indirizzarlo verso la sua funzione ambientale e agricola. La Giunta regionale ha deciso di disgregare questa risorsa per consegnarla ai Comuni che non hanno né le competenze né le risorse necessarie per gestione, cura e promozione. In questo modo vengono meno i requisiti indispensabili di tutela della funzione pubblica del patrimonio.

 

Dissentiamo completamente da questa politica falsamente localistica e sussidiaria. Oggi già le aree vengono gestite in modo da garantire la partecipazione delle aziende agricole, che possono concorrere in modo trasparente per la valorizzazione del bene pubblico degli alpeggi. ERSAF ha saputo sviluppare iniziative e progetti davvero interessanti, garantendo un controllo sulla filiera gestionale, produttiva, ambientale e turistica.

 

Perché allora andare verso la disgregazione del patrimonio pubblico iscritto a bilancio come patrimonio indisponibile? Crediamo che a prevalere siano gli interessi localistici, le possibilità che gli alpeggi siano gestiti in modo clientelare favorendo imprenditori senza che questi si impegnino in un progetto comune di investimento pubblico, oppure peggio che siano utilizzati per rafforzare il consenso locale di parte, oppure ancora molto peggio che si alimentino interventi di sfruttamento delle risorse naturali senza condizioni oppure iniziative collegate alla caccia e quindi al non rispetto della biodiversità che viene fortemente custodita dagli alpeggi.

 

Inoltre prossimamente la Giunta regionale potrebbe operare spostando il personale di ERSAF indebolendo in modo drammatico l’Ente e privandolo di fatto di competenze e risorse anche per gestire l’importante patrimonio delle 20 Foreste di Lombardia, 23.000 ettari di proprietà di Regione Lombardia la cui gestione, tutela e valorizzazione è affidata appunto ad ERSAF, le foreste della Regione Lombardia sono le prime foreste pubbliche certificate in Italia attraverso i due schemi internazionali FSC e PEFC. Tutto questo è il grande patrimonio verde della collettività lombarda che la Regione ha conservato sino ad ora con grande capacità e che ora vuole svendere a livello locale pregiudicando fortemente la unitaria capacità di produrre benessere, tutela ambientale e lavoro agricolo e alimentare.

 

(Photo credits: Di Gawain78 - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6724481 )

Pubblicato il10 agosto 2020