Reati ambientali: in Lombardia il maggior numero di indagini. ‘ndrangheta diffusa nel tessuto sociale


In 8 mesi in Italia: 947 reati ambientali accertati, 118 delitti di inquinamento e 30 disastri ambientali, 1.185 persone denunciate, 229 beni sequestrati. In Lombardia 58 infrazioni accertate, 67 denunce, 11 sequestri

La lunga mano della criminalità organizzata s’impone anche in Lombardia. Negli ultimi 5 anni Legambiente ha analizzato alcune delle principali inchieste ecocriminali in cui la corruzione è stato lo strumento fondamentale per fare affari deturpando l'ambiente. Sono state contate 233 inchieste, con più di 2500 persone arrestate, oltre 2000 persone denunciate e 194 sequestri, che hanno visto impegnate 64 Procure della Repubblica in 18 regioni. Dal censimento di Legambiente la Lombardia risulta essere la regione più coinvolta con 31 indagini: 325 arresti e 126 denunce. 

 

“La Lombardia è una delle regioni dove i clan dell'ecomafia, in particolare quelli appartenenti alla 'ndrangheta, sono più presenti. In uno dei centri pulsanti dell'economia e della finanza nazionale le famiglie mafiose, dopo essersi infiltrate, hanno proseguito con una vera a propria colonizzazione d’interi settori economici, basti pensare alla movimentazione terra, senza trovare veri ostacoli nella società civile”, commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia

 

Se da un lato l’aumento delle indagini su reati di tipo ambientale dimostra un’attenzione più marcata a questa tipologia di reati, dall’altro mette in luce una situazione d’emergenza: ecomafia e criminalità ambientale vanno di pari passo con i fenomeni di corruzione. Uno degli elementi più inquietanti che i magistrati milanesi e lombardi hanno ribadito in più occasioni è che denunce dei tentativi di penetrazione mafiosa nel settore edile lombardo non arrivano alle Procure.

 

Dall'entrata in vigore della legge n. 68 del 29 maggio 2015, che ha introdotto nel nostro Codice penale il Titolo VI-bis dedicato ai delitti ambientali, sono 947 i reati penali e le violazioni amministrative accertati, 1.185 le persone denunciate e 229 i beni sequestrati per un valore complessivo di quasi 24 milioni di euro. In particolare è stato contestato in 118 casi il nuovo delitto di inquinamento, con la denuncia di 156 persone e 2 ipotesi di morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale, 50 sequestri per un valore di oltre 10,6 milioni di euro. Per 30 volte è stato riscontrato il disastro ambientale, che ha portato la denuncia di 45 soggetti. La legge, inoltre, ha introdotto anche il delitto di traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, impedimento al controllo e omessa bonifica e una lunga serie di aggravanti, tra cui quelle contro l'ecomafia o i pubblici funzionari corrotti, misure molto drastiche come la confisca dei beni e sanzioni severe contro la responsabilità giuridica delle imprese.



 

A livello regionale è il Lazio è la regione dove si è concentrato il più alto numero di contestazioni della legge 68, ben 134, con 121 denunce e 17 sequestri; subito dopo spicca la Campania (95), dove si registra il maggior numero di persone denunciate, 137; al terzo posto figura la Toscana (73), seguita da Umbria (68), Emilia Romagna (67), Puglia (62), e Lombardia (58). Il maggior numero di sequestri è stato riscontrato in Puglia (28), seguita dalla Calabria (25) e dalla Toscana (22). Nella classifica delle regioni, la Lombardia è al settimo posto, con 58 infrazioni accertate, 67 denunce e 11 sequestri.

 

L'entrata in vigore della legge ha determinato l'avvio di una nuova stagione per il contrasto delle ecomafie, grazie all'istituzione di nuovi delitti specifici da contestare, mentre fino a ieri magistrati e forze dell'ordine dovevano ricorrere ad articoli previsti per tutt'altro, a partire dal getto pericoloso di cose. Hanno inciso anche il raddoppio dei tempi di prescrizione, le tecniche investigative e limiti di pena adeguati.

Le prescrizioni (previste per i reati minori che non hanno arrecato danno o pericolo di danno all'ambiente, con un meccanismo di estinzione della pena, che prevede la messa in regola dell'attività in tempi prestabiliti e il successivo pagamento delle sanzioni) hanno riguardato ben 774 reati contravvenzionali con la denuncia di 948 persone e 177 sequestri per un valore di 13,2 milioni di euro. Particolarmente significativo, vista la complessità delle indagini e la brevità del periodo considerato, è il dato relativo ai casi di applicazione del delitto di inquinamento ambientale (art. 452 bis), che sono stati ben 118, con la denuncia di 156 persone e 50 sequestri, per un valore di oltre 10,6 milioni di euro. Da sottolineare anche le 30 contestazioni di disastro ambientale (art. 452 quater), con la denuncia di 45 soggetti, gli 11 casi di impedimento al controllo (art. 452 septies), i 12 casi di delitti colposi (art. 452 quinques) e le 2 ipotesi di delitto di morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale (art. 452 ter).

 

Stefano Ciafanidirettore generale nazionale di Legambiente, in relazione ai dati raccolti afferma: "I risultati dei primi 8 mesi di applicazione della nuova legge sugli ecoreati, fortemente voluta dalla nostra associazione, stanno dimostrando tutta l'efficacia del nuovo sistema sanzionatorio. Per rendere ancora più efficace il contrasto agli ecocriminali è ora fondamentale attivare una grande opera di formazione per tutti gli attori della repressione dei reati ambientali, a partire dai magistrati e dalle forze dell'ordine, procedere rapidamente alla costituzione di una grande polizia ambientale partendo dalle migliori esperienze maturate dall'Arma dei carabinieri e dal Corpo forestale dello Stato, e approvare una norma per snellire le procedure per abbattere le costruzioni abusive".

 

 

 

Pubblicato il27 aprile 2016