Rapporto Pendolaria 2011


“Per affrontare l’emergenza smog occorre un salto di qualità nel trasporto pubblico locale” Per ora servizi e treni sono insufficienti a garantire un’adeguata offerta“Il servizio regionale integrato ferro+bus è la vera risposta alla domanda di mobilità”

Ritorna l'appuntamento con Pendolaria, la campagna di Legambiente per il trasporto pubblico in Italia. A Milano gli ambientalisti, insieme ai pendolari, hanno organizzato un blitz alla nuova sede di Regione Lombardia. Un Babbo Natale ambientalista ha consegnato in dono alla Regione il “kit” di sopravvivenza per il viaggiatore che, nel XXI secolo, affronta i viaggi sulle ferrovie della maggior metropoli italiana. Nei pacchi doni consegnati c’era l'attrezzatura indispensabile per i pendolari: coperte per proteggersi dal freddo dei treni in caso di guasto del riscaldamento, ventagli per respirare quando si guasta l'aria condizionata, insetticidi e disinfettanti per l'igiene-fai-da-te nelle carrozze, portafortuna per scongiurare la soppressione del proprio treno, deodoranti personali per sopravvivere al sovraffollamento, specialmente allorquando la convivenza forzata si prolunga a causa dei frequenti ritardi.

I livelli di investimento nel servizio continuano ad essere inadeguati alla dimensione della domanda di mobilità nella regione in cui viaggia quasi un quarto del totale dei pendolari ferroviari italiani – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - la Lombardia è la regione che più di tutte ha salassato i suoi pendolari, con l'aumento del 23,4% delle tariffe nel corso del 2011, ma nonostante ciò non migliora il livello di soddisfazione dell'utenza”.

Più treni e più manutenzione: è questa la prima richiesta di Legambiente al monopolista ferroviario lombardo. Occorre aumentare la dotazione di materiale rotabile, sia per far fronte al necessario turn-over dei treni più vecchi e malconci, sia per aumentare la frequenza, in particolare nelle ore di punta, quando il sovraffollamento produce disagi ma anche disservizi e ritardi. La Regione Lombardia in questi anni ha investito risorse importanti sull'acquisto di nuovi treni, ma stiamo parlando comunque di una frazione minima del proprio bilancio: lo 0,45%.

Un dato inaccettabile, non solo per le ragioni ambientali legate all'emergenza smog - prosegue Di Simine - La domanda di mobilità collettiva nei prossimi anni aumenterà per la crisi, che spingerà sempre più pendolari a cercare alternative all'uso dell'auto privata. Le ferrovie regionali devono essere in grado di farvi fronte, per impedire che il sistema produttivo si blocchi: è arrivato il momento delle scelte, non è più possibile continuare a gettare soldi in autostrade, occorre usare meglio le infrastrutture stradali esistenti e puntare tutto sulla mobilità collettiva”.

Dall'inizio della crisi, infatti, i pendolari del treno sono aumentati raggiungendo gli attuali 650.000 viaggiatori giornalieri, mentre si è fermata la crescita del parco delle autovetture circolanti su strade e autostrade. Non si tratta solo di metter mano al bilancio regionale, ma anche di attivare meccanismi di regolazione basati sul governo intelligente della mobilità, come l'introduzione dell'ecovignetta: in pratica una congestion charge autostradale, prevista anche dall'UE e già attuata dalla Svizzera, per scoraggiare l'utilizzo delle grandi arterie di traffico negli orari di punta e finanziare, per converso, gli investimenti nel TPL.

Al blitz ambientalista ha partecipato anche una delegazione di Fim-Fiom-Uilm delle officine ferroviarie di RSI International (Lecco-Costa Masnaga) e di Firema Trasporti (con sedi a Milano, Caserta e Potenza): due aziende con maestranze molto qualificate nella produzione e manutenzione di materiale rotabile, entrate in crisi per mancanza di commesse.

Questi importanti presidi industriali fino ad ora sono vissuti quasi esclusivamente con commesse straniere – dichiara Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia – E' assurdo che, nelle pessime condizioni in cui versa gran parte della rete lombarda, non venga adottato un nuovo piano per l'acquisto di treni e la manutenzione di quelli esistenti”.

Ma l'aumento dei treni non basterà se non entreranno in scena nuovi concetti di governo della mobilità collettiva, che non significa solo treni. “Lo sviluppo del trasporto ferroviario passa anche attraverso la progettazione integrata di tutti i servizi di TPL, urbano ed extraurbano, collegando le funzioni dei servizi ferroviari con quelli di autolinea e i parcheggi d'interscambio, attuando il sistema del biglietto unico e sincronizzando le corrispondenze – spiega Balotta - Va operata una razionalizzazione dei servizi per evitare sovrapposizioni tra ferrovie e autolinee e per consentire al ferro di potenziare l’offerta sulle linee di “forza” grazie alla corrispondenza con le linee che servono aree a domanda scarsa”.

Il Rapporto Pendolaria 2011 è su http://lombardia.legambiente.it/contenuti/campagne/pendolaria-2011

Pubblicato il19 dicembre 2011