Processo Tamoil: le motivazioni della sentenza di condanna per disastro colposo


Legambiente Lombardia si era costituita parte civile e aveva seguito tutti i 3 gradi di giudizio, in un procedimento durato oltre 6 anni con più di 50 udienze

Nei giorni scorsi sono state depositate le motivazioni della sentenza della prima sezione penale della Corte di Cassazione che ha confermato la condanna per disastro innominato ambientale colposo dei vertici aziendali della raffineria Tamoil di Cremona. 
La Cassazione ha confermato la piena responsabilità della direzione dello stabilimento in ordine all'inquinamento da idrocarburi della falda acquifera sottostante e circostante alla raffineria, causato dalle omissioni e ai ritardi con cui, nonostante l'avvio di un procedimento di bonifica e la consapevolezza dei rischi per l'ambiente, sono stati avviati i controlli e poi le manutenzioni del sistema fognario interno. Ritardi e omissioni che hanno consentito che per anni sia potuta continuare la contaminazione del terreno e della falda, che la Cassazione attribuisce inequivocabilmente all'inerzia dell'azienda determinata dal voler contenere i costi della manutenzione e del risanamento ambientale.
Legambiente Lombardia esprime la propria piena soddisfazione per questo importante risultato con le parole dell'avvocato Sergio Cannavò, del Centro di Azione Giuridica: “Con la consapevolezza e un briciolo di orgoglio che i tanti sforzi messi in campo dall’Associazione e dal suo circolo cremonese, ma anche da tutte le altre parti civili e dai loro difensori, dai consulenti, dai Radicali di Cremona, da Gino Ruggeri, dal Comune e dalle altre istituzioni hanno contribuito al raggiungimento di questo importante risultato per la cittadinanza di Cremona e per tutti coloro che hanno a cuore l’ambiente. E’ un esito molto positivo, che nel sancire le precise e gravi responsabilità per la contaminazione da idrocarburi all’interno e all’esterno della Tamoil, pone le basi per il pieno risarcimento dei danni ambientali e sociali causati, nonché per il ripristino ambientale dell’intera area”.

Pubblicato il09 novembre 2019