Pons Terraneus: ponti di terra tra comunità locali per il ritorno degli olivi nell’alto Sebino


Presentazione dei risultati del progetto

Colline a picco sul lago, terrazze che guardano le acque cristalline, un panorama unico in bergamasca. Il paesaggio del lago d’Iseo è stato storicamente legato alle coltivazioni in terrazzamenti, ma negli ultimi decenni questa pratica è stata progressivamente abbandonata, creando ampie zone degradate e lo sfaldarsi del tessuto sociale della comunità contadina. Oggi tornano a rivivere30.000 mq di terreni, sui quali svettano 600 nuove piante d’ulivo, grazie al progetto Pons Terraneus - Ponti di terra tra comunità locali per il ritorno degli olivi nell’alto Sebino, sviluppato nei territori di Lovere e Castro con il contributo di Fondazione Cariplo - Bando Comunità Resilienti e il partenariato locale che ha visto coinvolti: Cooperativa Piccolo Sentiero (capofila), Comune di Lovere, Comune di Castro, Legambiente Lombardia e Legambiente di Castro. 

 

Lunedì 30 settembre, nello splendido contesto del Parco della Gola del Tinazzo a Castro, alla Casa del Parcoalla presenza del presidente della Cooperativa Il Piccolo Sentiero Don Cesare Isonni, il vicepresidente di Legambiente Lombardia Marzio Marzorati, il Sindaco di Lovere Alex Pennacchioe il Sindaco di Castro Mariano Foresti,sono stati illustrati gli effetti migliorativi ottenuti con il recupero di terrazzamenti antichi dedicati alla coltura dell’olivo, che hanno contribuito alla valorizzazione paesaggistica del Parco e il suo ritorno ad una vocazione agricola che dà impulso all'economia locale. Il progetto, che si chiude con successo dopo 18 mesi di attività, ha avuto l’obiettivo primario di accrescere la resilienza delle comunità a monte del Sebino e la loro capacità di affrontare i fattori di rischio ambientali e sociali del territorio legati all’abbandono della terra ed insieme restituire il ruolo culturale ed economico storicamente ricoperto dalla coltivazione dell’olivo. Sono molti, infatti, i proprietari che hanno chiesto la collaborazione per rigenerare i propri terreni e salvaguardare i terrazzamenti. 

 

«Il progetto è stata una grande occasione per la cooperativa “Il Piccolo Sentiero” per sviluppare l’impegno di recupero all’agricoltura e in specie all’olivocoltura di parti del nostro territorio – spiega Don Cesare Isonni, presidente della Cooperativa “Il Piccolo Sentiero” capofila del progetto Pons Terraneus –. Dopo aver recuperato, due anni fa, in località “Davine”, un terreno di proprietà del Comune di Lovere, ed avervi piantato 300 ulivi, nel 2017 abbiamo curato 40 ulivi in località Tinazzo nel Comune di Castro con Legambiente e nel 2018 abbiamo risanato il terreno di un privato e piantumato altri 200 olivi. Questi terreni sono stati anche oggetto di recupero e ricostruzione dei muri a secco. Durante la realizzazione del progetto il comune di Lovere ci ha affidato altri 14.000 mq in località Torricella ove abbiamo già provveduto alla pulizia parziale del terreno, questa primavera, ed alla piantumazione di altri 100 olivi su un’area di 5000 mq. Il restante territorio sarà ridestinato a vigna, com’ era negli anni precedenti. L’occasione propostaci da Legambiente Lombardia di ampliare il nostro progetto e recuperare altri terreni, una volta coltivati, è stata per noi un’occasione di risposta a problemi occupazionali della nostra cooperativa. Il lavoro di recupero di territorio e di messa in sicurezza di terreni “a terrazzo” infatti ci ha permesso di lavorare anche nel periodo invernale (3500 h.ca. in 22 mesi).Il nostro grazie va alla Fondazione Cariplo, che con il contributo messo a disposizione ci ha permesso di sviluppare con maggiore celerità il progetto degli ulivi; a Legambiente che con noi è partner, per l’idea offertaci; ai Comuni di Lovere e Castro,per la loro preziosa collaborazione. Inoltre varie associazioni, locali e non, hanno firmato il loro sostegno ideale, che diventerà partecipazione attiva al progetto. Questa azione di resilienza permetterà interventi comunitari anche si messa in sicurezza idraulica e di miglioramento del nostro paesaggio».

 

Il lavoro di monitoraggio e censimento di tutti i terrazzamenti presenti sul territorio, con lo scopo di contenere la perdita di terreno fertile causata dell’avanzare del bosco incolto e il degrado dei suoli in particolare della Gola del Tinazzo, ha consentito di operare una sistematica manutenzione delle aree coinvolte. Un risultato che è stato raggiunto solo attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità locali, migliorandone innanzitutto le competenze e gli strumenti operativi e offrendo loro nuove opportunità economiche e sociali, in particolare ai soggetti più sensibili. Al centro, quindi, la ricucitura del rapporto della comunità con la terra, stimolando la presa di coscienza del ruolo da protagonista nel processo di cambiamento in atto.Sono stati realizzati interventi di ottimizzazione agronomica e sistemazione dei muri a secco su 2,3 ettari di terreni pubblici e privati, oltre al rifacimento di circa 200 m. di muri a secco in tre aree dei Comuni di Lovere e Castro tra la Gola del Tinazzo e la località Davine, attraverso comodati stipulati con i proprietari terrieri, coinvolgendo oltre 60cittadini.A questa attività è stato affiancato un percorso formativo per i tecnici comunali e per i professionisti sulla gestione dei terreni collinari, sulle coltivazioni e sulle possibili fonti di finanziamento (PSR e FESR) realizzato a settembre del 2019.

 

Il progetto è l’esempio che attraverso la condivisione dei terreni e delle esperienze si possono sperimentare processi di rigenerazionegarantendo comunque lacontinuità delle tradizioni, della memoria storica e della cultura locale. Per rendere partecipe la comunità sono stati realizzati otto momenti di condivisione, visita e incontro, in particolare dedicati alle scuole elementari di Lovere che sono state coinvolte nella preparazione della Festa della Primavera (21 marzo 2018) che ha visto i ragazzi assistere attivamente alla fase della piantumazione degli olivi da parte degli operai della Cooperativa e la Festa della Spremitura (24 ottobre 2018), dove i ragazzi hanno visto dal vivo il processo della produzione dell’olio presso il Frantoio della Cooperativa Agricola. Inoltre sono state organizzate sei giornate di volontariato per la cura della Casa e del Bosco nella Gola del Tinazzo e di pulizia della Forra, con la partecipazione di famiglie, proprietari della terra e tanti giovani. È stato organizzato un campo vacanze per i bambini e le bambine di Lovere e Castro per tutto il mese di giugno attivando le famiglie e i volontari. A Castro la Festa di Legambiente Laghi è stata dedicata ai terrazzamenti e alla divulgazione del progetto.  

 

«L’azione messa in campo dagli Enti locali e dalle realtà cooperativistiche e associative è un esempio che si può invertire la rotta del degrado e dell’abbandono del territorio, che si può restituire nuova vita al paesaggio pregiato e unico di questa porzione di lago, abbarbicato lungo le pieghe delle montagne, così ricche di storia e biodiversità – dichiara Marzio Marzorati, vicepresidente e Responsabile Aree Protette di Legambiente Lombardia –. Una vera e propria azione ambientale di cura e partecipazione. Il primo olio prodotto dai terrazzamenti recuperati è stato il nostro filo giallo che ha emozionato ed entusiasmato i partecipanti, i proprietari della terra e gli abitanti di Lovere e Castro. Ora ci sono le basi per continuare questo prezioso lavoro»

 

Oggi i risultati sono evidenti sia per la riqualificazione paesaggistica di queste zone che hanno recuperato lo splendore di un tempo, sia attraverso la possibilità di degustare la prima produzione di olio avvenuta grazie al progetto Pons Terraneus e alla stretta collaborazione con la Cooperativa “Agricola”, che ha messo a disposizione il proprio frantoio creato nel 2014, primo frantoio della Valle Camonica.

 

 

Pubblicato il30 settembre 2019