Pedemontana: Di Pietro conferma le criticità che Legambiente già sottopose a Maroni


Legambiente: "E' ora di cambiare registro davvero"

Su Pedemontana è ora di fare i conti con un progetto esagerato e di passare a una seria cura dimagrante. Oggi è lo stesso presidente di Pedemontana, Antonio Di Pietro, fortemente voluto proprio da Maroni per far uscire l'autostrada dal pantano finanziario, che utilizza le stesse argomentazioni di Legambiente. L’associazione infatti, denunciava che Pedemontana era troppo lunga, considerato l’inutile tratto autostradale da Vimercate all'innesto con la A4 a Dalmine; troppo larga per le sue tre corsie quando una viabilità speciale a doppia corsia era tutto quello di cui il territorio aveva bisogno; troppo monumentale con i suoi giganteschi raccordi; troppo pretenziosa con tariffe ben superiori a quelle che gli utenti sarebbero stati disposti a pagare.

Sono passati quasi quattro anni da quando Legambiente, il giorno dell'insediamento di Roberto Maroni al governo della Lombardia, raccomandò al neoeletto presidente di intraprendere una profonda revisione degli esagerati progetti autostradali che promettevano devastavazioni del territorio e ipotecavano risorse indispensabili per lo sviluppo e l'adeguamento delle infrastrutture lombarde. Viabilità locale, fogne, ferrovie regionali continuano a richiedere risorse che non ci sono, e che invece sono state elargite con grande generosità alle nuove  quanto deserte autostrade lombarde, da Brebemi a TEM e Pedemontana. Per quelle megaopere l'avvio di legislatura regionale era il momento per una coraggiosa 'spending review', raccomandava allora Legambiente al governatore lombardo. Che però si guardò bene dal prendere in considerazione quelle istanze.

"Maroni ha sprecato quattro anni che sarebbero stati ben investiti nella revisione di un progetto inutilmente faraonico e devastante per il territorio - denuncia Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia -. Occorre una energica cura dimagrante per Pedemontana, riducendo il calibro autostradale, eliminando opere accessorie inutili, stralciando la tratta Vimercate-Dalmine e il ponte sull'Adda, riducendo le dimensioni di svincoli e innesti. Diversamente continueremo ad avere cantieri infiniti e voragini finanziarie per un'opera destinata a rimanere sottoutilizzata, come già visto per la Brebemi. Una spending review economica ed ecologica ci risparmierà di gettare denaro e di sprecare prezioso suolo!"

Ed è proprio sul suolo che Legambiente si è fatta promotrice della campagna 'Salvailsuolo', che sostiene la petizione europea (www.salvailsuolo.it) con cui una rete di oltre 400 organizzazioni chiede alla Commissione Europea una  direttiva per fermare il consumo di suolo "in  questi anni, complice anche la crisi nell'edilizia privata, la costruzione di nuove strade e autostrade è diventata la principale causa di consumo di suolo, non solo in Lombardia, e il paradosso è che gli enti pubblici sono impegnati ad aumentare lo sviluppo della rete stradale proprio nel momento in cui vengono meno le risorse per la manutenzione e l'adeguamento della rete esistente” conclude Meggetto.

Pubblicato il28 dicembre 2016