Passa in Consiglio Regionale la legge sull'amianto


“Un passo avanti ma occorrono criteri stringenti per i siti di smaltimento”

La proposta di Legambiente: obbligo di certificazione amianto per tutti gli atti di vendita e affitto di immobili “Un piccolo passi avanti, ma la strada per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio dalla pericolosa fibra minerale, che provoca ogni anno in tutta Italia almeno duemila morti per patologie correlate, è ancora troppo lunga”. E' questo il primo commento di Legambiente in merito alla legge sull'amianto votata oggi dal Consiglio Regionale. Tra le innovazioni del nuovo testo, l'istituzione di un fondo di sostegno per i malati di patologie asbesto-correlate e l'obbligo di comunicazione della presenza di amianto negli edifici, al fine di completare il censimento regionale amianto: misure valutate positivamente dagli ambientalisti, ma ancora insufficienti, così come troppo scarsi sono gli incentivi destinati alla sostituzione dell'amianto negli edifici. Nella sola Lombardia, ogni anno mediamente vengono diagnosticati circa 350 casi di mesotelioma pleurico, tumore incurabile strettamente legato all'esposizione all’amianto, mentre almeno altrettanti sono i casi in cui le fibre di amianto determinano insorgenza di tumori ai polmoni e altre patologie. Le sole coperture di edifici in cemento amianto della nostra regione coprono una superficie di oltre 9000 ettari, e materiali contenenti amianto potrebbero formare un cumulo di oltre 3 milioni di metri cubi di rifiuti tossici. Di fronte a questi numeri, insiste Legambiente, è urgente estendere e intensificare una vera e propria campagna di messa in sicurezza del territorio. Insieme alla buone intenzioni avremmo voluto vedere un più deciso salto di qualità, anche destinando adeguate risorse – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia -. Purtroppo invece sono ancora molti gli aspetti che rimangono in sospeso: dall'entità dei finanziamenti alla redazione di criteri chiari e trasparenti per l'individuazione dei siti di messa in sicurezza e stoccaggio definitivo di rifiuti pericolosi che continuano a cercare collocazione in discariche al di fuori del territorio nazionale, con aumento di costi ma anche di rischi legati al trasporto”. Oggi in Lombardia è in funzione una sola discarica, a Montichiari (BS), mentre prendono la via dell'esportazione, in particolare in Germania, oltre 200.000 tonnellate/anno di materiali contenenti amianto. “La legge è ancora insufficiente a dare il necessario impulso agli interventi di bonifica – prosegue Di Simine – per questo occorrono misure di natura economica, che vanno dalle agevolazioni per gli interventi di messa in sicurezza all'obbligo di certificazione amianto negli atti di compravendita e affitto di immobili, come già avviene per la certificazione energetica: l'amianto è tra noi, nelle nostre case, quanto prima lo elimineremo, tante più vite potranno essere risparmiate dalle malattie incurabili che derivano dall'esposizione alle fibre tossiche”. La proposta di Legambiente è chiara: chiunque acquisti o affitti un immobile deve ricevere una certificazione che attesti l'assenza o la presenza di amianto, tanto nelle coperture quanto nelle parti meno visibili dell'edificio, come le coibentazioni, le condotte e i serbatoi idrici. 

L’Ufficio stampa Legambiente Lombardia  

Mario Petitto 02 87386480

Pubblicato il24 luglio 2012