Parte la sfida per Milano Plastic Free con la prima competizione social che premia i comportamenti virtuosi


Si comincia da Fà la Cosa Giusta e si continua fino alla Design Week con la eco-sfida per ridurre i consumi di plastica usa e getta in città

Parte oggi da “Fa la cosa Giusta”, la Fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, la  sfida per fare  del capoluogo lombardo la capofila italiana  delle città impegnate contro lo spreco di plastiche monouso.  Con “Milano Plastic Free”, la campagna di sensibilizzazione voluta dall’Amministrazione comunale e promossa dai volontari di Legambiente, si vuole sensibilizzare gli esercizi commerciali, i bar e i ristoranti e i loro clienti ad abbandonare le plastiche monouso come bicchieri, posate, piatti, sacchetti e altri contenitori a favore di materiali alternativi, riciclabili e facilmente riutilizzabili.

A sostegno dalla campagna Milano Plastic Free anche “SharingMi” la prima App che premia i comportamenti sostenibili dei cittadini milanesi. Da chi sceglie di andare a scuola o recarsi al lavoro in bicicletta a chi decide di chiudere il rubinetto mentre si lava i denti, risparmiando acqua, sino a chi sceglie di non usare più bicchieri e posate di plastica. Piccoli gesti quotidiani che, da oggi, acquisteranno sempre più “valore” trasformandosi in tanti premi green. 

In pratica si proporrà a tutti i cittadini che decideranno di scaricare la piattaforma (dal sito www.sharingMi.it o cercando la app greenApes e selezionando Milano), di segnalare i comportamenti e le scelte di consumo con cui sono riusciti a ridurre il consumo di imballaggi e oggetti in plastica usa-e-getta ma anche la scelte di locali e negozi che hanno deciso di evitare il ricorso alle plastiche entrando di fatto nella rete delle attività Milano Plastic Free. I comportamenti più apprezzati dalla community di SharingMI riceveranno un Codice Segreto con tanti punti (BankoNuts) in regalo: un modo per mettere in circolazione le buone pratiche quotidiane, e farle diventare un mood urbano, uno stile capace di caratterizzare i milanesi e gli esercizi pubblici della città.

“Con SharingMi Milano e i suoi cittadini si mettono in gioco, per sviluppare buone pratiche e stili di vita capaci di qualificare la socialità urbana e incentivare comportamenti e abitudini più rispettose dell’ambiente. Per l’Amministrazione promuovere comportamenti di consumo responsabili diventa un sentiero di innovazione e coinvolgimento del suo tessuto economico, a partire proprio dal settore del commercio.  Grazie a campagne come Milano Plastic Free, stiamo sviluppando percorsi collaborativi dal basso che coinvolgono in una visione comune l'Amministrazione, gli esercenti e i consumatori,  oggi, sempre più consapevoli delle problematiche generate dall’uso improprio delle plastiche”dichiaral'assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio Cristina Tajani.

“Per anni ci siamo impegnati per far diventare Milano campionessa europea della raccolta differenziata, impegno coronato da un successo che deve continuare ad essere migliorato. Ma ora con MilanoPlasticFree vogliamo andare oltre, lavorando tutti insieme per la riduzione dei rifiuti alla fonte, a partire dagli articoli usa e getta. È una campagna che chiama a raccolta l'intera comunità milanese, cominciando dall'immissione al consumo e quindi dagli esercizi commerciali, e siamo sicuri che vinceremo anche questa sfida" dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia.

Insieme alla sfida proposta dall’App SharingMi, oggi a Fa la cosa Giusta” è stato presentato il sito www.plasticfree.milano.it destinato nelle prossime settimane a diventare una vera e propria mappa interattiva dei pubblici esercizi che stanno aderendo alla campagna Milano Plastic Free.

Secondo i dati raccolti dal report di Legambiente sul consumo di plastiche, l'Unione Europea consuma annualmente circa 60 milioni di tonnellate di plastica (dato 2016), e di queste il 40%, ovvero più di 20 milioni di tonnellate, sono associate al comparto degli imballaggi. Allo stesso tempo, annualmente vengono prodotti circa 27 milioni di tonnellate di rifiuti in plastica: circa 50 kg annui per ogni cittadino europeo, di cui il 31.1% viene raccolto per il riciclaggio, mentre il 27.3% finisce in discarica e il 46.6% in inceneritori. Produzione di plastica e incenerimento in Europa hanno un ‘peso’ climatico molto rilevante pari a 400 milioni di tonnellate di CO2 (dati riferiti al 2012). Nell'UE dall'80% all'85% dei rifiuti marini rinvenuti sulle spiagge è di plastica: di questi gli oggetti monouso rappresentano il 50% tra sacchetti, contenitori per alimenti, pacchetti e involucri, contenitori e tazze per bevande, cotton fioc, stoviglie, piatti, palette per mescolare alimenti, cannucce.

L’Italia è il secondo Paese europeo produttore: ogni anno vengono immessi al consumo tra i 6 e 7 milioni di tonnellate di plastica. Di queste il 40% sono utilizzate per produrre imballaggi: nel 2017 sono stati immessi al consumo 2.271.000 tonnellate di imballaggi di cui il 43,5% è stato riciclato, il 40% incenerito e il rimanente dismesso in discarica o disperso nell'ambiente.  A fronte di un incremento del tasso di riciclo di +5% rispetto al 2014, le tonnellate di imballaggi non riciclati sono rimaste sostanzialmente invariate tra il 2014 (1.292 milioni di tonnellate) e il 2017 (1.284). Tale dato evidenzia come la direzione principale per affrontare il problema debba passare necessariamente per la drastica riduzione del ricorso alla plastica, la riprogettazione di imballaggi e di oggetti monouso nella direzione della durevolezza e della riusabilità, prima ancora che della riciclabilità.

 

Pubblicato il12 marzo 2019