No alla Cremona-Mantova: un’autostrada inutile che non risolve i problemi di mobilità


Legambiente e il comitato chiedono alla Regione di fermare definitivamente l’opera

No alla Cremona-Mantova, sì alla riqualificazione della ex Strada Statale 10, a nuovi ponti e ad un servizio ferroviario utile ed efficiente.
Sono le richieste ribadite stamattina da Legambiente e dal Coordinamento dei Comitati davanti a Palazzo Lombardia in occasione dell'incontro del Tavolo per la Competitività convocato da Regione Lombardia alla presenza delle province di Cremona e Mantova.

All'ordine del giorno soprattutto la discussione sull’autostrada Cremona-Mantova. Un’opera che è sempre più evidente a tutti sia insostenibile sia dal punto di vista ambientale sia  economico-finanziario e data per morta dallo stesso presidente di Infrastrutture Lombarde Spa più per questioni di sostenibilità economica che ambientale. Mancano infatti i 500milioni necessari alla costruzione e, come già accaduto per altre infrastrutture, i pedaggi non coprirebbero l'eventuale costo dell'investimento.

 “E’ un film già visto in Lombardia, non è il caso di rimandarlo in onda – dichiarano Barbara Meggetto, presidente Legambiente Lombardia, e Cesare Vacchelli del Coordinamento dei comitati -. Ci aspettiamo invece dalla politica regionale e dei due territori lungimiranza e coraggio. Mettere in campo una nuova proposta di mobilità finalmente sostenibili e condivisa è la sfida vera per collocare Cremona e Mantova non più ai margini della Lombardia ma in un nuovo baricentro geografico. Non perdiamo l’ennesima occasione per dare risposte urgenti alle emergenze dei collegamenti stradali e ferroviari, non possiamo sprecare le risorse!”.

La richiesta che gli ambientalisti fanno a Regione Lombardia è netta: mettere definitivamente la parola "fine" a questa inutile e dannosa infrastruttura, che da circa venti anni sta bloccando le risorse per una moderna mobilità del territorio, rescindendo il contratto di concessione con la società Stradivaria Spa che nel lontano 2002 era stata la proponente.
 
“E’ acclarato che l’opera è insostenibile – concludono Barbara Meggetto e Cesare Vacchelli  - E la concessionaria è ormai una scatola vuota, non più capace economicamente di procedere con la realizzazione. E’ infatti preoccupante il fatto che gli azionisti di maggioranza siano Autostrade Centro Padane S.p.A. e Coopsette Soc.Coop.: la prima non è più concessionaria della tratta autostradale A21 e la seconda è fallita”.

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Pubblicato il11 dicembre 2018