Montichiari, sopralluogo del direttore nazionale Stefano Ciafani alle discariche del bresciano


Ore trascorse attraversando le discariche di Montichiari, per comprendere la situazione del territorio bresciano. Il direttore nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, ha fatto un attento sopralluogo nelle aree interessate da attività estrattive e di conferimento dei rifiuti

La visita è stata occasione per lanciare il “Tour della Legalità”, che partirà proprio da Montichiari: incontri di approfondimento sulle novità introdotte dalla legge sugli ecoreati, per spiegare l’iter che ha condotto a questo importante risultato legislativo per il nostro Paese e per presentare il dossier di Legambiente con i dati sui primi mesi di applicazione della legge, mantenendo alta l’attenzione sul tema dei reati contro l’ambiente. Nel solo territorio di Montichiari sono presenti 13 discariche autorizzate, per un totale di oltre 12 milioni di metri cubi di rifiuti stoccati tra inerti, speciali e pericolosi, tra i quali anche amianto e  2 discariche in attesa di approvazione oltre a 2 ampliamenti richiesti per discariche già esistenti.

 

“Un via vai continuo di camion che entrano carichi ed escono vuoti dai cancelli delle discariche. L’attività sul territorio di Montichiari è impressionante – dichiara Stefano Ciafani, direttore nazionale di Legambiente - È necessario mettere un freno alle discariche e ripensare l’attività di interramento dei rifiuti, anche nell’ottica di un continuo miglioramento della valorizzazione e del riciclo dei materiali”.

 

Grazie all’ordinanza di sospensione da parte del Consiglio di Stato della sentenza del Tar che dichiarava illegittimo il “fattore di pressione” inserito nel Piano Regionale Rifiuti, in Lombardia potrebbe tornare in vigore l’indice tecnico che definisce l’impatto sul territorio di impianti già esistenti. Il calcolo elaborato dalla Regione attraverso una formula matematica, mette in relazione superficie territoriale e quantitativi di rifiuti depositati, con lo scopo di limitare la realizzazione di nuovi impianti di conferimento rifiuti in determinate aree, nelle quali si riscontra un’elevata concentrazione, con un rilevante impatto negativo sull'ambiente circostante.

 

“Montichiari ha già dato abbastanza – sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – un territorio martoriato dalle cave prima e dalle discariche poi, con falde acquifere inquinate da tetracloroetilene. La Lombardia ha dato abbastanza. Ci auguriamo che quando il Consiglio di Stato, entro la fine dell'anno, si esprimerà sulla questione dell'indice di pressione, emetta una sentenza che riconosca il diritto dell'amministrazione regionale di introdurre criteri più rigorosi di quelli nazionali nella pianificazione degli impianti di trattamento e smaltimento di rifiuti, per una maggiore tutela dei propri cittadini, stanchi di vedere la propria terra depredata ed abusata”.

Pubblicato il04 maggio 2016