Milano ferma al 33% di raccolta differenziata blocca tutta la provincia


Settimana europea della Riduzione dei RifiutiBlitz di Legambiente questa mattina per chiedere la raccolta dell’umido in città“Sulla gestione dei rifiuti di Milano, ora il vento deve cambiare”

Una montagna di 712.000 tonnellate di rifiuti, come dire una piramide che alla base misura 10.000 metri quadri e la cui cima svetta a oltre 200 metri d'altezza, più in alto di qualsiasi grattacielo milanese. Questa è la quantità di rifiuti solidi urbani prodotta ogni anno dai cittadini e dalle imprese milanesi. Ogni abitante di Milano contribuisce a questo monumento di spazzatura con una quota pro-capite di 545 chili all'anno (ma erano 576 nel 2008, prima della crisi economica).

Nella settimana europea per la riduzione dei rifiuti vogliamo dirci che è arrivato il momento di impostare azioni efficaci per ridurre gli scarti che, in gran parte, continuiamo a mandare negli inceneritori, con grande spreco di energia e di materiali – dichiara Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia - non si tratta solo di inquinare di meno, ma di rendere complessivamente più efficiente e pulita la nostra economia”.

La raccolta differenziata offre un contributo importante alla riduzione dei rifiuti destinati ad incenerimento e discarica, ma Milano brilla per arretratezza e pessima prestazione: è di soli 5 punti percentuali il miglioramento nella raccolta differenziata che Milano è riuscita ad ottenere nell'arco di 10 lunghi anni. Dall’anno 2000, infatti, il capoluogo meneghino non è riuscito a compiere passi significativi in avanti e, secondo gli ultimi dati aggiornati di ARPA, nel 2010 la percentuale di differenziata si è attestata al 33,8%. Milano resta quindi inchiodata a un risultato che non le fa onore. Ma le cattive prestazioni della città sono d'ostacolo allo sviluppo della buona gestione dei rifiuti dell’intera provincia. Senza il “freno” di Milano, infatti, il dato della provincia supererebbe il 56% di raccolta differenziata, che renderebbe possibile, sia pure con un grande sforzo, raggiungere il traguardo della normativa che impone il 65% di raccolta differenziata entro la fine del 2012. In dieci anni il miglioramento della provincia è stato di oltre 10 punti percentuali, il doppio di quello di Milano. Il capoluogo invece avanza a passo di lumaca, anzi subisce un lieve calo nel 2010 rispetto al dato del 2009: 3000 tonnellate di raccolte differenziate in meno (pari ad un decremento di 0,4 punti percentuali rispetto al dato del 34,2% nel 2009) mentre la produzione totale di rifiuti in città, dopo la forte diminuzione del 2009, è rimasta sostanzialmente invariata

Sono questi i dati più recenti tra quelli forniti da ARPA, che Legambiente ha voluto rendere noti oggi durante un blitz davanti a Palazzo Marino. L’associazione ha organizzato in piazza della Scala a Milano le “Rifiutiadi…le Olimpiadi dei rifiuti”. I volontari ambientalisti hanno messo in scena simbolicamente dei giochi per sensibilizzare cittadini e politici sull’importanza di una corretta raccolta differenziata e su quanto sia fondamentale per Milano l’introduzione della raccolta della frazione umida.

Dopo un intero decennio di ristagno, il vento a Milano deve cambiare – insiste Di Simine - Non è più accettabile che una capitale europea non metta in campo una strategia per la gestione virtuosa dei propri rifiuti, che deve puntare alla riduzione della montagna di scarti prodotti dai suoi abitanti e dalle imprese. Milano è rimasto l'unico comune della provincia a non attuare la raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti organici, chiediamo agli amministratori milanesi il coraggio di una svolta troppo a lungo rinviata”.

L’Ufficio stampa Legambiente Lombardia


Pubblicato il24 novembre 2011