Malpensa: La terza pista è “irricevibile” secondo la Commissione VIA


La Commissione nazionale VIA conferma le istanze di ambientalisti e Parco del Ticino   Legambiente: “La terza pista è solo un pretesto per portare in porto la più grande speculazione immobiliare mai concepita in Italia all'interno di un'area protetta”

Buone notizie per il Parco del Ticino: sono quelle che arrivano dalla Commissione nazionale VIA, che nei giorni scorsi ha giudicato di fatto irricevibile il master plan per l'ampliamento di Malpensa e la terza pista, che minaccia 350 ettari di boschi e brughiere del Parco. Secondo la commissione, infatti, non è possibile una pronuncia di compatibilità su un progetto che tale non è: il master plan infatti non prevede una singola opera, ma un complesso di interventi, programmati con diverse scadenze, destinati a modificare radicalmente i connotati del territorio circostante.

 “La commissione ha di fatto accolto le nostre tesi, evitando che l'Italia venisse esposta alla minaccia di una pesante infrazione comunitaria per inadempienza agli obblighi in materia di valutazione ambientale strategica (VAS)”. Dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, associazione che aveva già minacciato di ricorrere alla Commissione Europea se il master plan fosse stato approvato senza previo espletamento della VAS. “Il master plan di Malpensa è scandaloso: oltre a una terza pista di cui nessuno, nemmeno le compagnie aeree, sente il bisogno, spalma centinaia di ettari di capannoni industriali e commerciali, nemmeno connessi alla funzionalità aeroportuale. Di fatto si tratta di una gigantesca speculazione immobiliare, di cui l'ampliamento dell'aeroporto è solo il pretesto: per questo deve essere assolutamente bloccata”.

La pronuncia della Commissione VIA è un riconoscimento importante, ma la battaglia resta ancora tutta aperta. “Siamo contrari alla terza pista nei suoi fondamentali - afferma Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia - Malpensa deve abbandonare le sue ambizioni di hub aeroportuale, non esistono più le condizioni e ormai anche le grandi compagnie aeree la stanno abbandonando (Lufthansa e AirFrance). La Lombardia deve smettere di inseguire un sogno sbagliato continuando a gettare via enormi risorse pubbliche inutilmente, e invece deve fare un piano aeroportuale al fine di una ottimale utilizzazione degli scali aeroportuali esistenti: alcuni dei quali come Orio al Serio sono sovraccarichi, mentre altri come Montichiari sono letteralmente deserti. Malpensa può solo migliorare l'efficienza aeroportuale, ridurre i costi di gestione e diminuire l'impatto ambientale”.

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Pubblicato il27 ottobre 2011