In Lombardia una sola certezza: il consumo di suolo è un diritto. A Brescia la legge regionale n.31 miete vittime: il parco agricolo San Polo


Legambiente: "Basta leggi truffa sul consumo di suolo. Di fronte all'incapacità delle Regioni, serve una norma europea per fermare la cementificazione del territorio. Sosteniamo la petizione #salvailsuolo" 

Sono passati oltre due anni da quando il Consiglio Regionale ha approvato quella che avrebbe dovuto essere la legge “per il contenimento del Consumo di Suolo” (l.r. 31/14), ma che gli ambientalisti (e non solo loro) hanno bollato come legge truffa, anzi una vera 'ammazzasuolo'.

Dopo due anni i primi esiti della norma danno ragione a chi l'ha contestata. L'esempio più eclatante è la recente sentenza del TAR, riferita alla variante di piano urbanistico della città di Brescia, sotto scacco per aver scelto di ridurre gli ambiti di trasformazione di terreni agricoli. Nella sentenza, con cui il giudice amministrativo ha sancito l’illeggittimità della decisione del comune di sopprimere un’espansione da 120.000 metri cubi di edifici sui terreni del Parco Agricolo di San Polo, il riferimento alla legge 31/14 è esplicito: il giudice amministrativo, infatti, non può che prendere atto che per effetto di questa legge il Comune, fino all'approvazione del piano regionale che stabilisce i limiti di consumo di suolo, non ha il potere di modificare le previsioni vigenti, e quindi non ha nemmeno il potere di ridurre il consumo di suolo. Inoltre il giudice riprende la definizione-truffa di consumo di suolo contenuta dalla legge 31: è l'articolo più contestato dagli ambientalisti, quello che stabilisce che un suolo è 'consumato' nel momento in cui un piano urbanistico dice che su quel suolo si potrebbe costruire. In questa condizione, in Lombardia, ci sono quasi 45.000 ettari di suoli liberi, in gran parte coltivati, per il semplice fatto che da qualche parte su un piano urbanistico è tracciato un perimetro di possibile trasformazione urbana. Una superficie immensa, pari al doppio del territorio della provincia di Monza e Brianza, formato dai suoli più minacciati e che sono proprio quelli per cui la legge consolida discutibili diritti edificatori. E tra questi territori ci sarebbero, secondo il giudice amministrativo, anche i terreni di San Polo a Brescia.

"La vicenda della Legge Regionale sul consumo di suolo della Lombardia, con i suoi esiti grotteschi, è la dimostrazione chiara di come nel nostro ordinamento manchino ancora norme di riferimento per la tutela di questo bene comune - dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia - Per questo chiediamo a tutti i cittadini di aderire alla petizione europea che si può firmare on line sul sito www.salvailsuolo.it. Occorrono 1.000.000 di firme di cittadini europei per portare la tutela del suolo agricolo al Parlamento Europeo, e noi, insieme a centinaia di altre associazioni, siamo fortemente determinati a raggiungere questo obbiettivo"

In Lombardia si moltiplicano i casi di pessima applicazione della legge sul suolo: è il caso di Basiglio, comune del Parco Agricolo Sud Milano conosciuto per la presenza nel suo territorio della città giardino di Milano 3. Un comune da sempre al centro d’interessi immobiliari legati alla famiglia Berlusconi. Qui la ghigliottina della ‘legge ammazzasuolo’ è intervenuta addirittura con il commissariamento ad acta del comune, la cui amministrazione, in discontinuità con le precedenti, non era stata abbastanza solerte nell'adottare il piano attuativo richiesto dall'immobiliare Leonardo. Il Commissario, nominato dalla Regione ai sensi della legge 31 lo scorso 2 agosto, non ha perso tempo e il 9 settembre aveva già adottato la lottizzazione di 200.000 mq di suolo in gran parte agricolo per realizzarvi ben 137.000 metri quadri di nuova residenza, che ora attende solo l'approvazione definitiva per il rilascio dei titoli abilitativi.

Nel frattempo il piano territoriale regionale attuativo della legge, che nell'intenzione del legislatore avrebbe dovuto stabilire l'obiettivo regionale di riduzione del consumo di suolo, è al palo: ad oltre due anni di distanza non è ancora all'ordine del giorno delle Commissioni del Consiglio Regionale. Eppure avrebbe dovuto essere lo strumento da approntare rapidamente per dar modo a tutte le province e, a cascata, ai comuni della Lombardia, di adeguare i rispettivi strumenti urbanistici agli obiettivi, peraltro molto poco ambiziosi, di limatura delle previsioni di nuovo consumo di suolo. Soprattutto, avrebbe dovuto sancire l'uscita da un regime transitorio che limita fortemente le potestà dei comuni. Grazie alla mancanza di questi obiettivi, la legge che prometteva di ridurre il consumo di suolo di fatto permette (e anzi impone) ai comuni di continuare a mettere a disposizione tutte le facoltà di nuovo consumo di suolo contemplate dai loro vecchi piani, addirittura prorogando l'efficacia di quelli che, in assenza della norma, sarebbero già scaduti.

 

Legambiente con la campagna #Salvailsuolo promuove la petizione europea People4Soil
La petizione People4Soil è una ECI - Iniziativa dei Cittadini Europei, in Italia è sostenuta anche da una task force che raggruppa tra gli altri Coldiretti, Slow Food, ACLI, WWF, FAI, LIPU e INU, ha il sostegno di 460 associazioni di 26 Stati UE, e chiede alla Commissione Europea (attraverso una raccolta di un milione di firme in Europa) di attivarsi per sviluppare un testo legislativo di riferimento per tutti gli Stati Membri, che tuteli il suolo da cementificazione, degrado e contaminazione; si aderisce online con i dati della propria carta di identità. Si può firmare anche online su www.salvailsuolo.it

Pubblicato il27 gennaio 2017