Linee notturne: sbagliato chiuderle, anche di notte ci sono lavoratori che necessitano del trasporto pubblico


Legambiente: “Mettere in gara il servizio notturno. Milano si ispiri alle grandi città europee”

La decisione di Atm di chiudere 10 linee notturne su 16 lascia molto perplessi. In primo luogo la cosi detta “rimodulazione” del servizio perché poco profittevole è una giustificazione parziale. Per fare questa valutazione sarebbe necessario conoscere non solo i ricavi (ritenuti insufficienti), ma anche i costi del servizio offerto, e verificare tramite gara se ci sono altre aziende capaci di produrre questo servizio a minori costi.

Il Comune di Milano prima di fare una così clamorosa marcia indietro, si torna in pratica a prima dell’Expo, dovrebbe aprire un dibattito pubblico per una decisione tanto importante per la città. Se è vero, come è vero, che Milano ha cambiato volto in questi anni, anche grazie ad Expo (nonostante i suoi costi), è altrettanto vero che questa tipologia di servizio pone Milano dentro un respiro europeo dove merita di restare.

La capacità di adattare l’offerta alla nuova realtà socio-economica milanese deve diventare prioritaria rispetto alle scelte strategiche del Comune metropolitano. Comune che oggi deve recuperare anche un ruolo nei collegamenti con l’hinterland, che sono il vero tallone di Achille dei trasporti, per mantenere il suo ruolo politico-istituzionale.

“Se in centro con i trasporti pubblici si muove il 70% dei milanesi, è in periferia e nell’hinterland dove frana il trasporto pubblico e con esso la vivibilità dei cittadini – sottolinea Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente LombardiaQui la percentuale si rovescia: sono solo il 30% i pendolari che lasciano a casa l’automobile congestionando le strade, inquinando e alzando i tassi di incidentalità. Il vero banco di prova del Comune metropolitano è la capillarità dei servizi nell’area metropolitana, che per essere raggiunta necessità di trasporti efficienti e concorrenziali. Capillarità che nelle grandi città europee ha trovato espressione grazie all’adozione delle autority dei trasporti sovra comunali, in grado di intercettare i bisogni di mobilità di un’ampia area urbana ed extraurbana, nonché di pianificare le attività dei diversi attori come ATM, Trenord ed autolinee extraurbane e di integrare le tariffe come accade in tutta Europa, ma non in Italia e si vede”.

 

Pubblicato il09 gennaio 2017