LIFEMED: nuova vita per gli apparati elettromedicali


Legambiente: “Resta massima l’attenzione sullo smaltimento dei Raee. Con questo progetto europeo puntiamo ad allungare la durata delle strumentazioni in ambito sanitario”

Torna Puliamo il Mondo, la campagna promossa da Legambiente per la pulizia di aree verdi e zone urbane, troppo spesso vittime di incuria e indifferenza. Quest’anno un’attenzione particolare è rivolta ai Raee, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, particolarmente pericolosi se non correttamente smaltiti, in quanto contengono sostanze tossiche per l'ambiente, come il piombo e il mercurio.

La strategia di riduzione dei rifiuti rappresenta anche un’opportunità di recupero di materie prime e di risorse minerarie. In questo contesto, nell’ambito degli eventi dedicati a Puliamo il Mondo di Legambiente, si inserisce il progetto europeo LIFE-MED (LIFE13 ENV/IT/000620), che vede coinvolti le cooperative sociali CAUTO, Legambiente Lombardia insieme all'Università di Brescia e al partner rumeno Ateliere Fara Frontiere e a Medicus Mundi Attrezzature di Brescia, quest’ultima attiva nel fornire apparecchiature medicali nell'ambito di progetti di cooperazione internazionale per lo sviluppo. In Europa ci sono 11.000 ospedali, 68.000 tra ambulatori, cliniche e laboratori, 55.000 cliniche veterinarie. Numeri impressionanti se si pensa ai materiali e alle attrezzature utilizzati e poi dismessi, come rifiuti e apparecchiature sostituite. Solo per quanto riguarda gli ospedali, i rifiuti sono 3.000.000 tonnellate annue: una parte di essi non può che essere distrutta, in quanto potenzialmente a rischio infettivo, ma ben l’85% di questi materiali contiene componenti suscettibili di valorizzazione, attraverso il riciclaggio e, in molti casi, il riutilizzo perché ancora operanti.

Il progetto punta a rendere minima la quota di rifiuti derivante dalla dismissione di attrezzature mediche, massimizzandone il recupero e la rigenerazione, attraverso il ricondizionamento di attrezzature e strumenti biomedici che possono tornare ad essere pienamente funzionali, per essere donate a organizzazioni e associazioni nel territorio europeo, a cliniche e centri medici, ma anche a cittadini che necessitano di supporti elettromedicali di qualsiasi tipo, dai nebulizzatori per aerosol ai semplici ausili sanitari. Un primo passo verso la costruzione di un'economia circolare in un contesto che in tutta Europa si scontra con burocrazia lenta e assenza di incentivi, tanto che per gli ospedali sia pubblici che privati, spesso è più facile sostituire le strumentazioni acquistandone di nuove e stoccando nei magazzini quelle vecchie.

Al termine dei 36 mesi del progetto Life-MED, infatti, si calcola che sarà evitato lo smaltimento di 100 ton di attrezzature, grazie al riutilizzo di oltre 300 apparecchiature elettromedicali, 120 arredi sanitari e 100 componenti di ricambio smontati. Inoltre verranno individuati 80 enti beneficiari per la donazione di apparecchiature ancora funzionanti. A quasi due anni dall’inizio del progetto, nei magazzini gestiti dalle cooperative Cauto e da Medicus Mundi a Brescia, ogni giorno i tecnici sono al lavoro per l’analisi e il ricondizionamento dei macchinari e al momento i materiali recuperati e rigenerati ammontano a 50 tonnellate.

 

E' disponibile il video che descrive il progetto attraverso le interviste a Marzio Marzorati di Legambiente, Anna Brescianini di Coop. Cauto, Giuseppe Stefanoni del dipartimento di Ingegneria dell'Università di Brescia, Alessandro Zani di Medicus Mundi e mostra il magazzino in funzione a Brescia.

Pubblicato il20 settembre 2016