Legambiente presenta un nuovo ricorso contro il progetto della seggiovia “Vallaccia – Monte della Neve” a Livigno


No alla distruzione di 140 mila metri quadrati di territorio protetto, casa di aquile, orsi e marmotte

 

“Non ci rassegniamo alla distruzione che si vuole compiere in una delle zone naturalistiche più belle delle Alpi, faremo di tutto perché si preservi un territorio di oltre 140 mila metri quadrati, fino a oggi casa di aquile reali, orsi, gipeti e marmotte. Una ricca biodiversità che si vuole definitivamente compromettere in nome di un modello turistico obsoleto e per nulla rispettoso dell’ambiente”. Sono queste le parole che accompagnano il nuovo ricorso che oggi Legambiente Lombardia ha notificato contro il progetto della nuova seggiovia a sei posti “Vallaccia – Monte della Neve” a Livigno, che va ad integrare quello depositato circa un anno fa dalla stessa associazione ambientalista. Questo perchè, nonostante la questione fosse pendente davanti al Tribunale Amministrativo della Lombardia, l'iter di approvazione è proseguito, dando il via all'inizio dei lavori di un'opera devastante per una delle aree di maggior pregio delle alpi lombarde, che dovrebbe essere invece oggetto di massima tutela ambientale e naturalistica, poiché riconosciuta dall'Unione Europea come Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e Zona Speciale di Conservazione (ZSC).

 

Con questo nuovo ricorso, redatto dall'avvocato Francesco Borasi del Centro di Azione Giuridica di Legambiente, gli ambientalisti chiedono l'immediata sospensione dei lavori, iniziati in spregio a tutte le norma di tutela e al diniego della Soprintendenza ai beni paesaggistici di Milano, che rischiano di distruggere irrimediabilmente un territorio definito “habitat prioritario”. Tra le tante violazioni e contraddizioni evidenziate nell'impugnativa dell'associazione ambientalista è particolarmente grave l'intervento della Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha riconosciuto una valenza strategica a questo sciagurato progetto e, adeguandosi acriticamente ai pareri espressi dalla Comunità Montana e dal Comune di Livigno, ha contribuito in modo determinante  a dare il via libera alla devastazione della Vallaccia. 

 

“Una mossa di grave irresponsabilità – insiste Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia - É quella di un Governo che legittima la flagrante violazione di un sito della rete europea natura 2000 e che certifica l'imperativo interesse pubblico per un impianto privato che serve esclusivamente al trasporto di sciatori in una località che certo non difetta di impianti di risalita. Pensiamo che siano ben altri i preminenti interessi pubblici che richiedono l'intervento del governo nazionale”.

 

L’ufficio stampa Legambiente Lombardia 0287386480

Pubblicato il07 settembre 2015