Legambiente dice No alla cava Holcim a Dossena


L'associazione ricorre al Capo dello Stato: "Impossibile realizzare la voragine in assenza di un piano cave in provincia di Bergamo”

Legambiente ha depositato in questi giorni il proprio ricorso contro l'apertura della cava di gesso a ridosso dell'abitato di Dossena, in una delle più belle valli orobiche. La voragine, che dovrebbe far da sfondo al campanile della storica parrocchia del piccolo centro della Val Brembana, prevede escavazione per oltre 1,4 milioni di metri cubi di roccia. Il ricorso, rivolto al Presidente della Repubblica, si fonda sull'inesistenza, di fatto, di un piano cave provinciale, dopo che le ripetute sentenze favorevoli ai ricorsi ambientalisti hanno di fatto invalidato uno strumento di pianificazione dell'attività estrattiva che aveva subito troppe manomissioni nel proprio iter approvativo, iniziato nel lontano 2004. Con questa fondamentale motivazione, unita alla mancanza di indispensabili valutazioni relative all'impatto della cava sul paesaggio e sulla biodiversità dei vicini siti di interesse comunitario, Legambiente contesta le autorizzazioni prodotte a seguito dell'istanza, presentata nel giugno 2010 dalla ditta Holcim, per ampliare l’attività estrattiva, affiancando la propria sigla a quella di quanti, da anni, contrastano l'avanzata di quella che in origine era una “piccola cava” di proprietà locale.

“Chiediamo semplicemente ma decisamente alla ditta Holcim di fermarsi, evitando così un aspro scontro con i cittadini e le associazioni ambientaliste – dichiara Giovanni Testa, del coordinamento bergamasco di Legambiente – e ci permettiamo di suggerire alla Comunità Montana di astenersi dall'esprimere il proprio parere e a Provincia e Comune di fermare le procedure finali per consentire l’avvio dell’attività in attesa delle prossime sentenze della Magistratura in merito al piano cave. Ma ci aspettiamo anche che la Regione riapra la procedura di VIA, imponendo la verifica degli impatti che il polo estrattivo potrebbe determinare sulle specie e sugli habitat protetti del Parco delle Orobie, finora gravemente sottovalutati”.

La cava di Dossena è stata aperta negli anni 80 a ridosso del centro storico ove sorge una delle chiese più antiche dell' intera Valle Brembana, in zona classificata a rischio idrogeologico. Il centro storico di Dossena è in particolare a rischio per la presenza di storiche cave nel sottosuolo, ed è per questo sottoposto a sofisticati sistemi di controllo in continuo. Non sono bastate le mine che hanno aperto profonde crepe nella struttura della basilica, nè i bambini che saltavano sulle sedie per le esplosioni a pochi passi dalle scuole, o la terribile vista di una montagna che si sgretola scaricando gesso e detriti nei torrenti che la costeggiano, e i rumori e le polveri che si diffondono per chilometri a fermare l'estrazione del gesso. Se l'ampliamento della cava venisse autorizzato, nei prossimi 10 anni verrebbe estratto più di quanto cavato nei 30 anni precedenti, con conseguente pesantissime anche per la viabilità nella strada montana che collega San Pellegrino a Dossena. Verrebbero poi distrutti 30 ettari di bosco, con conseguenze difficilmente prevedibili per la sicurezza geologica e il regime delle acque in caso di precipitazioni violente. “Siamo schierati insieme a tutti quanti, tra i residenti, vogliono mettere la parola fine allo sfruttamento indiscriminato del territorio”.

Pubblicato il29 dicembre 2011