Le città alla sfida del clima: a Milano a rischio oltre 100mila persone per ondate di calore e alluvioni


Nel dossier di Legambiente le mappe degli impatti dei cambiamenti climatici che già stanno causando danni al territorio e alla salute dei cittadini

I cambiamenti climatici hanno un impatto anche sulla salute umana: utilizzando i dati satellitari si individuano le zone o i quartieri di Milano dove si sono raggiunti le massime temperature durante l’ondata di calore del 2015 e incrociandole con la popolazione over 65 è stato possibile identificare le distribuzione spaziale della popolazione anziana a rischio. Durante l’ondata di calore del luglio 2015 sono stati a rischio a Milano 108.305 abitanti.
Alluvioni, piogge estreme, violente nevicate, lunghi periodi di siccità e ondate di calore che persistono per vari giorni e notti. Il clima sta già cambiando, aumentano i fenomeni metereologici estremi e a soffrirne di più sono soprattutto le grandi città, indietro nelle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici, e i cittadini che pagano in termini di salute e spesso di vita. Dal 2010 ci sono stati a Milano 15 casi di allagamenti da piogge intense, che hanno causato l'interruzione di metropolitane e treni urbani.
Sono i dati che emergono dal dossier “Le città alla sfida del clima”, realizzato da Legambiente in collaborazione con Unipol Gruppo, e dalla mappa del rischio climatico pubblicata sull’osservatorio online cittaclima.it che ha come obiettivo quello di raccogliere e mappare le informazioni sui danni provocati in Italia dai fenomeni climatici.

“L’adattamento al clima - dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente - è la vera grande sfida del tempo in cui viviamo. Per vincerla, dobbiamo rendere le nostre città più resilienti e sicure, cogliendo l’opportunità di farle diventare anche più vivibili e belle. L’esatta conoscenza delle zone urbane a maggior rischio sia rispetto alle piogge che alle ondate di calore è fondamentale per salvare vite umane e limitare i danni. In questi anni sono cresciuti gli impatti e i morti dovuti a alluvioni e ondate di calore, ed è per questo sempre più evidente che le città non possono essere lasciate da sole a fronteggiare impatti di questa dimensione. Non è più rinviabile l'approvazione del Piano nazionale di adattamento al clima, che deve diventare il riferimento per gli interventi di messa in sicurezza del territorio e dei finanziamenti nei prossimi anni, in modo da riuscire in ogni città a intensificare le attività di prevenzione, individuando le zone a maggior rischio, e a realizzare gli interventi di adattamento al clima e di protezione civile".

Per Legambiente per avere città più resilienti è importante avviare una serie di interventi mirati, per questo nel suo decalogo propone: l’approvazione del Piano nazionale di adattamento al clima che deve avere come priorità la messa in sicurezza delle città più a rischio; l’elaborazione dei Piani Clima delle città più a rischio e il rafforzamento del monitoraggio degli impatti sanitari dei cambiamenti climatici, con specifica attenzione alle aree urbane. Tra gli altri interventi, l’associazione ambientalista chiede di introdurre la chiave dell’adattamento al clima nella pianificazione di bacino e negli interventi di messa in sicurezza dei fiumi nelle aree urbane; di stabilire una regia unica per gli interventi sulla costa; introdurre il tema dell’adattamento nella progettazione, valutazione e gestione delle infrastrutture; approvare delle Linee Guida per l’utilizzo di materiali che riducono l’impatto dei cambiamenti climatici all’interno dei quartieri. Approvare dei piani di monitoraggio e tutela degli ecosistemi più delicati rispetto ai cambiamenti climatici nel territorio italiano. Avviare una politica di delocalizzazione degli edifici a rischio, monitorare e tutelare le misure di vincolo con l’obiettivo di evitare l’insediamento di nuovi elementi a rischio in aree allagabili.
Accanto agli interventi, è poi importante replicare le buone pratiche già in atto in altre città e che dimostrano come sia possibile realizzare progetti capaci di dare risposta ai rischi climatici in una prospettiva di miglioramento della vita nelle città. A Milano, per esempio, piazza Gae Aulenti rappresenta un intervento positivo in un quartiere reso più vivibili anche quando le temperature crescono grazie agli alberi e all’acqua, a materiali naturali che permettono di ridurre l’effetto isole di calore. 

Pubblicato il01 giugno 2017