La Goletta dei Laghi sul Lario: tutti i punti campionati risultano entro i limiti di legge nel comasco, quattro punti su cinque entro i limiti di legge sulla sponda lecchese


Fari puntati sulle microplastiche in acqua e sui rifiuti nelle spiagge

Buona la situazione della sponda comasca del Lario, ma attenzione particolare alle microplastiche e alla presenza di rifiuti in spiaggia. Quattro punti su cinque entro i limiti di legge, invece, per i punti campionati sulla sponda lecchese del Lario.

 

È questo, in estrema sintesi, il bilancio del monitoraggio microbiologico realizzato dai tecnici della Goletta dei Laghi nei giorni scorsi, in occasione dell'arrivo sul Lario della campagna di Legambiente, realizzata in collaborazione con il CONOU(Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) e Novamont.

 

Da 14 anni la Goletta dei Laghi rileva le principali fonti di criticità per gli ecosistemi lacustri: gli scarichi non depurati e inquinanti, la cementificazione delle coste, la captazione delle acque, l’incuria e l’emergenza rifiuti, in particolare l’invasione della plastica, che non riguarda soltanto mari e oceani, ma anche fiumi e laghi.

 

I risultati del monitoraggio sono stati presentati a Como nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia,Stefania Di Vito, responsabile scientifico di Goletta dei Laghi, Chiara Bedetti, presidente di Legambiente Como e Enzo Tiso, responsabile scientifico di Legambiente Como. I risultati del monitoraggio della sponda lecchese sono stati presentati a Lecco nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Laura Todde, presidente di Legambiente Lecco, Costanza Panella, presidente di Legambiente Lario Orientale, Simone Nuglio, responsabile della Goletta dei Laghi e Alessio Dossi, assessore all'Ambiente del Comune di Lecco. Presenti anche Elena Arena, direttrice del'Ufficio d'Ambito di Lecco, Vincenzo Lombardo, direttore di Lario Reti Holding.

 

Il lavoro dei tecnici si è concentrato principalmente su due fronti di indagine: quello delle microplastiche sulle spiagge, in acqua, e quello dell'inquinamento microbiologico.

 

I DETTAGLI DELLE ANALISI MICROBIOLOGICHE SUL LARIO

 

Quello di Legambiente è un campionamento puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un'istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni. 

 

La qualità delle acque del Lario è un elemento imprescindibile per lo sviluppo del territorio, soprattutto per quanto riguarda la vocazione turistica. Nelle analisi della Goletta dei Laghi vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che si trovano lungo le rive dei laghi, punti spesso segnalati dai cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica di origine fecale, dovuta all’insufficiente depurazione degli scarichi civili che attraverso i corsi d’acqua arrivano nel lago.

 

In questi giorni sono stati quattro i punti campionati sulla sponda comasca del lago, tutti risultati entro i limiti previsti dalla legge: a Como, sul canale depuratore presso i giardini mausoleo “Alessandro Volta” (foce del torrente Cosia); sulla foce del torrente Telo ad Argegno; sulla foce del Breggia nel territorio comunale di Cernobbioe sulla foce del torrente Albano a Dongo. Sono risultati entro i limiti previsti dalla legge la foce sull'Adda a Colico; un punto presso la spiaggia di Dorio; sulla foce del torrente Caldone a Lecco e sulla foce del torrente Gallavesa a Vercurago. E' invece risultato “fortemente inquinato” il punto campionato, lo scorso 2 luglio, sulla foce del torrente Esino nel comune di Perledo.

 

“Quest'anno i risultati sulla sponda lecchese sono migliori rispetto all'anno scorso e vogliamo considerarlo un segnale positivo di cambiamento per sollecitare l'Ufficio d'Ambito e il gestore ad accelerare le procedure per il rilevamento e gli interventi strutturali – ha affermato Costanza Panella, presidente di Legambiente Lario Orientale – la foce del torrente Esino è risultata fortemente inquinata e a Colico il potenziamento del depuratore è urgente come testimoniano i recenti dati Ats che hanno dichiarato non balneabili le spiagge di Piona e Inganna”.

 

“Nei primi mesi della stagione abbiamo visto che anche i risultati dei controlli di ATS sulle spiagge dichiarate balneabili risultano migliori rispetto al passato, compresi i lidi di Villa Olmo a Como ed ex galoppatoio a Cernobbio”, ha evidenziato Enzo Tiso, responsabile scientifico di Legambiente Como. 

 

“D'altra parte – ha continuato Tiso – sappiamo che gli interventi approvati da ATO provinciale hanno riguardato soprattutto la collettazione di piccoli insediamenti ancora non serviti da fognatura e miglioramenti della depurazione in alto lago. Non ci risultano invece interventi importanti per il depuratore di Como gestito ancora da Comodepur che, come riportato nelle relazioni tecniche annuali, esegue solo manutenzione ordinaria in attesa di essere preso in carico dal nuovo gestore Como Acqua”. 

 

“Non siamo a conoscenza neppure di risolutivi miglioramenti sulla rete fognaria urbana di Como e sugli sfioratori di piena e di eliminazione di piccoli scarichi non depurati nel Cosia e nel primo bacino. Inatteso, dunque, il risultato alla foce del Cosia. Proprio per la presenza dello scarico del depuratore, come Legambiente consigliamo di non fare il bagno nell'accesso dei giardini a lago, come d'altronde in tutte le zone non deputate alla balneazione”, ha concluso l'attivista.

 

Per quanto riguarda il beach litter (rifiuti in spiaggia), in questi giorni sul Lario sono state monitorate ben cinque spiagge, nei comuni di Bellano, Mandello e Lecco: “L'attività di beach litter ha rappresentato per il nostro circolo un importante fronte di impegno e confronto – ha evidenziato Laura Todde, presidente di Legambiente Lecco – infatti, negli ultimi 12 mesi il nostro circolo ha coordinato oltre 10 azioni di pulizia e monitoraggio degli arenili. Sulla base dei dati raccolti, stiamo lavorando con esercenti, associazioni e amministrazioni affinché si riducano i volumi di rifiuti, affinché il Lario possa diventare davvero plastic free”.

 

In media sono stati circa 580 i rifiuti raccolti per ognuna delle spiagge monitorate,in tratti dall'estensione media di circa 170 metri quadri. Mozziconi di sigarette, pezzi di plastica (da 2,5 cm a 50 cm di lunghezza) e cotton fioc rappresentano le maggiori tipologie di rifiuti trovati. Particolarmente presenti i cotton fioc a Pesceranico di Lecco, probabilmente a causa della presenza di un depuratore nelle vicinanze.

 

IL MONITORAGGIO RELATIVO ALLE MICROPLASTICHE E AI RIFIUTI IN SPIAGGIA 

 

Per il quarto anno consecutivo, grazie alla collaborazione con ENEA, è stata monitorata anche la presenza di microplastiche nelle acque dei laghi, focalizzando l'attenzione sull'apporto degli impianti di trattamento delle acque reflue rispetto alla quantità di microplastiche presenti. Il Lario, in particolare ha riportato nel 2018 una densità media di microparticelle di plastica pari a 28.500 unità per km quadrato.

 

“La nostra attenzione deve rivolgersi alla concentrazione di microplastiche prima e dopo gli impianti di depurazione – commenta la presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto– la differenza dopo il passaggio in corrispondenza degli impianti, infatti, può far registrare anche un raddoppio della quantità di microplastiche in acqua. Se vogliamo preservare i nostri laghi, l'azione di amministrazioni e cittadini deve andare nella stessa direzione, ossia verso una migliore efficienza degli impianti di depurazione, e una maggiore diffusione di stili di vita più sostenibili”.

 

Diverse le novità della Goletta dei Laghi quest'anno, tra cui l'analisi della presenza di microplastiche fino a 50 metri di profondità, e la ricerca di comunità microbiche sulle microplastiche rinvenute – la cosiddetta plastisfera, potenziale veicolo di elementi patogeni dannosi per l'ecosistema e per l'uomo – grazie alla collaborazione con l'Istituto di ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle ricerche (Irsa-Cnr).

 

Per l'edizione 2019 partner della Goletta dei Laghi sono il CONOU (Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati) e l'azienda chimica Novamont. 

 

Da oltre 35 anni il CONOU è il punto di riferimento italiano per la raccolta e l'avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. L'olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l'ambiente che, se smaltito indiscriminatamente, può determinare gravi effetti inquinanti. Negli anni di attività il CONOU ha raccolto 6 milioni di tonnellate di olio usato, avviandone a rigenerazione 5,3 milioni e consentendo la produzione di 3 milioni di tonnellate di olio rigenerato e un risparmio sulle importazioni di petrolio di circa 3 miliardi di euro, ponendo così l’Italia in vetta al settore a livello europeo.

 

Novamont è un'azienda che porta avanti l’ambizioso progetto di integrare chimica, ambiente e agricoltura. Prodotto di punta di Novamont è il Mater-Bi, la versatile e innovativa bioplastica con cui si realizzano soluzioni biodegradabili e compostabili che si incontrano nella vita di tutti i giorni.

 

Dopo la tappa sul Lario, la Goletta dei Laghi si dirigerà verso il Lago Maggiore, terza tappa del tour 2019.

Pubblicato il06 luglio 2019