L’Arpa boccia il termovalorizzatore di Cremona: anomalie nei sistemi di monitoraggio


Legambiente: “Impianto obsoleto e mal gestito, è da chiudere”

I dati pubblicati dall’Arpa sul termocombustore di Cremona a seguito di numerose ispezioni hanno evidenziato anomalie nei sistemi di monitoraggio delle emissioni per diversi parametri di riferimento: polveri, monossido di carbonio, ossidi di azoto. Già a dicembre del 2015 l’Arpa aveva segnalato un’errata taratura dei sistemi di controllo emissioni, tanto da portare all’apertura di un’indagine della magistratura.

La relazione Arpa evidenzia un quadro estremamente preoccupante del funzionamento dell’impianto, sottolineando che tutto il sistema di monitoraggio ha presentato notevoli carenze, tali da aver prodotto per un lungo periodo un’elaborazione di valori degli inquinanti non corretti, e inoltre mostra la non completa conoscenza delle modalità di conduzione del sistema nel suo complesso da parte del gestore.

“La situazione messa in luce dalle indagini dell’Arpa è molto grave – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – dalla relazione si evince che per lungo tempo non è stato possibile sapere i livelli di inquinanti immessi in atmosfera. Alla luce di quanto emerso e in attesa di successive valutazioni sull’impianto, torniamo a ribadire quanto già sottolineato nel nostro Rapporto Inceneritori del 2013, sulla necessità di una chiusura definitiva del termovalorizzatore, che ha dimostrato non solo di essere obsoleto, ma addirittura mal gestito”.

 

 

Pubblicato il13 maggio 2016