Impianto di biometano di Masate, progetto da bocciare: è necessario un nuovo iter d'autorizzazione


Legambiente: “Città Metropolitana segua il decreto sul biometano e non sul biogas”

L’impianto di biometano progettato da Energa a Masate continua a non convincere Legambiente, che non solo ribadisce la contrarietà all’insediamento della struttura in quell’area, ritenuta non idonea, ma che sottolinea anche un vizio tecnico nell’iter d’autorizzazione da parte di Città Metropolitana. La recente determina dirigenziale di Città Metropolitana sancisce che il biometano da rifiuti organici debba essere regolato dal Decreto specifico del 2 Marzo 2016. Quindi l'approvazione, che era stata concessa sulla base della regolamentazione riguardante i sistemi di biogas, è stata superata dalla nuova normativa e pertanto non è corretta. L’autorizzazione alla produzione di biogas, infatti, non valuta gli aspetti propri di un impianto di biometano e le incongruenze rispetto ai codici CER, oltre alla mancanza di chiarezza sulle fasi di upgrading e destino finale dei prodotti (liquefazione, immissione in rete), fino alle fasi relative al compostaggio del digestato e la relativa classificazione. Una questione tecnica che, però, ha dirette conseguenze sulla legittimità della realizzazione dell’impianto stesso.

 

«Legambiente da sempre si è battuta per evitare un ulteriore e inutile consumo di suolo in un’area agricola dove l’impianto sorgerebbe. In assenza di una specifica legislazione sull’“End of Waste”, chiediamo che gli iter di autorizzazione rientrino nell’alveo del decreto sul biometano del marzo 2016 e si valuti quindi correttamente chi è l’ente autorizzante, se Città Metropolitana o Regione, per il caso specifico – spiega Giuseppe Moretti, portavoce dei circoli di Legambiente della Martesana –. Ad oggi, invece, Città Metropolitana ha ripreso semplicemente l’iter sospeso, evitando di valutare le richieste che Legambiente aveva già avanzato a più riprese in merito e portate all’attenzione dalla Commissione Ambiente di Regione Lombardia. Sarebbe stato meglio che Città Metropolitana avesse richiesto un progetto nuovo, viste le continue modifiche apportate all’iniziale piano, che lo hanno reso di fatto non credibile». 

 

In occasione della Conferenza dei Servizi prevista per lunedì 10 giugno, Legambiente ha scritto una lettera ai sindaci e a Città Metropolitana per evidenziare questo problema e chiedere ai Comuni, che già in passato avevano espresso reticenze nei confronti dell’impianto, di ribadire la loro contrarietà, rivolgendosi in particolare alla neoeletta sindaco di Masate Pamela Tumiati.

Pubblicato il07 giugno 2019