Goletta dei Laghi: presentati i risultati del monitoraggio sul Ceresio


I dati rilevati presentano un miglioramento rispetto all'anno scorso: 2 punti su 6 sono inquinati ma il rio Bolletta supera i limiti di legge in maniera preoccupante

GOLETTA DEI LAGHI DI LEGAMBIENTE

Presentati i risultati dei monitoraggi sul Ceresio: 2 punti su 6 sono inquinati, il rio Bolletta supera i limiti di legge in maniera preoccupante

Legambiente: “I dati rilevati quest’anno mostrano un miglioramento. Auspichiamo che i 2 milioni di euro stanziati da Regione e Comuni rivieraschi siano presto impiegati per sanare le criticità da tempo segnalate”

A questo link è disponibile video in HD dei monitoraggi e delle analisi: https://drive.google.com/open?id=0Bx7XdcFmH-iMaTROeHZJRXFLVUk
A questo link è disponibile una
gallery fotografica dei campionamenti: https://drive.google.com/open?id=0Bx7XdcFmH-iMYzQyOVpyQm95TVU

Nella terza tappa della campagna 2017 l’equipaggio della Goletta dei Laghi di Legambiente è sbarcato anche sul Ceresio. La Goletta dei Laghi, realizzata in collaborazione con CONOU, Consorzio Nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, è una campagna itinerante che dal 2006 interessa i maggiori laghi della penisola, per la tutela di un patrimonio troppo spesso minacciato da inquinamento, illegalità, speculazioni edilizie, scarichi abusivi e tentativi di privatizzazione. Il tour si snoda attraverso 6 regioni toccando 11 laghi, alla ricerca delle principali criticità che riguardano non solo le acque, ma l’intero sistema territoriale lacuale.

Alla conferenza stampa erano presenti: Barbara Meggetto presidente di Legambiente Lombardia, Talia Laurenti responsabile del laboratorio di Goletta dei Laghi, Sergio Franzosi e Milena Nasi di Legambiente Valceresio, Massimo Mastromarino sindaco di Lavena Ponte Tresa, Jenny Santi sindaco di Porto Ceresio, Fabio Zucconelli sindaco di Brusimpiano, Pasqualino d’Agostino assessore alle politiche ambientali e Marcello Lesina Martinelli delegato all’ecologia.

Nel monitoraggio della Goletta dei laghi vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso si trovano lungo le rive dei laghi: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione degli scarichi civili che attraverso i corsi d’acqua arrivano nel lago.

«Quello di Legambiente è un campionamento puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un'istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni. – commenta Barbara Meggetto, responsabile Goletta dei laghi di Legambiente Il nostro compito è quello di individuare le criticità dei bacini lacustri con particolare attenzione, non solo dove sappiamo esserci maggiore afflusso di bagnanti, ma soprattutto dove intravediamo un rischio più elevato di inquinamento».

Il dettaglio delle analisi di Goletta dei laghi

In provincia di Como la situazione della foce del fiume Telo di Osteno a Claino con Osteno continua il trend negativo degli ultimi tre anni, con un giudizio di “inquinato” relativamente ai campioni prelevati. Entro i limiti, invece, in provincia di Varese a Porto Ceresio la foce del torrente Vallone e quella del torrente Brivio, che quest’anno superano la prova dei monitoraggi, così come il canneto di Via Zanzi a Lavena Ponte Tresa,

nuovo punto inserito nei monitoraggi e il lungolago XXV Aprile sempre a Lavena Ponte Tresa, che nella passata edizione era invece risultato “fortemente inquinato”.
Nonostante un generale miglioramento dei risultati dei monitoraggi scientifici della Goletta dei Laghi, anche quest’anno si rilevano
livelli molto elevati di inquinamento fecale nel Rio Bolletta, con escherichia coli oltre i 68.000 UFC/100ml e enterococchi oltre gli 11.000 UFC/100ml. Se si considera che i parametri di riferimento per gli scarichi dei depuratori nelle acque superficiali secondo la normativa prevedono i limiti di 500 UFC/100ml per gli enterococchi e di 1000 per l’escherichia coli, i numeri registrati sono preoccupanti. In 9 anni di monitoraggio, la situazione non accenna a cambiare e sta minando la salute di un importante bacino prealpino, che la Lombardia condivide con la Svizzera.

«Per un decennio abbiamo continuato a denunciare il sottodimensionamento del sistema di filtrazione delle acque e la situazione allarmante del Rio Bolletta, nel quale sfocia il depuratore, ne è la viva dimostrazione - spiega Sergio Franzosi, presidente del Circolo Legambiente Valceresio Onlus Auspichiamo che i due milioni di euro stanziati da Regione Lombardia e dall’accantonamento dei Comuni rivieraschi siano presto investiti per un intervento risolutivo. Per il momento siamo ancora nella fase preliminare di analisi della rete fognaria, ma è evidente che servirà un’operazione strutturale e di ampliamento del sistema esistente».

I RISULTATI DEI MONITORAGGI SCIENTIFICI NEL CERESIO

Regione

PV

Comune

Punto

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Giudizio 2017

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Lombardia

CO

Claino con Osteno

Foce fiume Telo di Osteno

Inquinato

Lombardia

VA

Porto Ceresio

Foce torrente Vallone

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Entro i limiti

Lombardia

VA

Porto Ceresio

Foce torrente Brivio

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Entro i limiti

Lombardia

VA

Porto Ceresio

Foce rio Bolletta

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Fortemente inquinato

Lombardia

VA

Lavena Ponte Tresa

Scarico presso il canneto di Via Zanzi (altezza n44)

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Entro i limiti

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Lombardia

VA

Lavena Ponte Tresa

Scarico lungolago XXV Aprile, all'altezza di piazza IV Novembre

Entro i limiti

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Anche quest’anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati CONOU è main partner di Goletta dei Laghi di Legambiente. Attivo da 33 anni, il CONOU garantisce la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. L’olio usato che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l'olio usato è anche un’importante risorsa perché può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 95% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa. «La difesa dell’ambiente, in particolare del mare e dei laghi - spiega il presidente del CONOU, Paolo Tomasi - rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione. L’operato del Consorzio non solo evita una potenziale dispersione nell’ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese».

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Pubblicato il13 luglio 2017