Goletta dei laghi: presentati i risultati dei monitoraggi sulla sponda lombarda del Lago Maggiore


Non sono stati riscontrati miglioramenti sullo stato delle acque del lago: 5 punti su 7 sono inquinati

LA GOLETTA DEI LAGHI DI LEGAMBIENTE
Presentati i risultati dei monitoraggi sulla sponda lombarda del Lago Maggiore: 5 punti su 7 sono inquinati

Legambiente: “Non riscontriamo miglioramenti nella qualità delle acque del bacino, persistono forti criticità soprattutto nei fiumi e nei torrenti. Ci aspettiamo un'accelerazione nella gestione condivisa di un bene prezioso come l'acqua"

A questo link è disponibile video in HD dei monitoraggi e delle analisi: https://drive.google.com/open?id=0Bx7XdcFmH-iMaTROeHZJRXFLVUk
A questo link è disponibile una
gallery fotografica dei campionamenti: https://drive.google.com/open?id=0Bx7XdcFmH-iMYzQyOVpyQm95TVU

La quarta tappa del tour 2017 della Goletta dei Laghi, campagna nazionale di Legambiente a tutela dei bacini lacustri italiani – in collaborazione con il CONOU (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) e Novamont – si è conclusa oggi a Varese, dove l’equipaggio del Cigno Azzurro ha reso noti i dati dei monitoraggi scientifici sulla sponda lombarda del Verbano. Nelle analisi della Goletta dei laghi vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che si trovano lungo le rive dei laghi, punti spesso segnalati dai cittadini attraverso il servizio SOS Goletta*: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica di origine fecale, dovuta all’insufficiente depurazione degli scarichi civili che attraverso i corsi d’acqua arrivano nel lago. Quello di Legambiente è un campionamento puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un'istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni.

«L’obiettivo della Goletta dei laghi – spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia non è solo denunciare situazioni critiche per la qualità dell’acqua, ma anche stimolare un dialogo tra le diverse amministrazioni e le autorità di controllo in un’ottica di sistema. Il lago rappresenta già di per sé uno straordinario tavolo di confronto, che deve superare le mere competenze locali. La balneabilità delle acque e la gestione del territorio in nome della tutela degli ecosistemi lacustri e della biodiversità, devono essere considerati strumenti importanti per promuovere la qualità del territorio varesotto dando più forza anche a un turismo sostenibile.».

A questo scopo, la presentazione dei risultati delle analisi svolte dai tecnici della Goletta si è inserita nella più ampia tavola rotonda promossa dal circolo Legambiente di Varese che ha riunito enti e istituzioni del territorio per parlare della qualità delle acque nel varesotto e illustrare programmi futuri per il risanamento di situazioni critiche. Alla conferenza presso lo Spazio Substrato erano presenti: la presidente di Legambiente Lombardia Barbara Meggetto, la presidente del circolo di Varese di Legambiente Valentina Minazzi, la responsabile delle attività scientifiche di Goletta dei Laghi Stefania Di Vito, il coordinatore provinciale dei circoli del Varesotto di Legambiente Alberto Minazzi, il direttore di Arpa Lombardia Michele Camisasca e la responsabile del settore monitoraggi ambientali di Arpa Lombardia Silvia Bellinzona, il delegato ambientale della Provincia di Varese Valerio Mariani, la direttrice dell’Ato Carla Arioli, il sindaco di Daverio Franco Martino per l’Acr - Associazione Comuni Rivieraschi Lago di Varese, il vicesindaco del Comune di Angera Marco Brovelli, gli assessori all’Ambiente del Comune di Varese Dino De Simone, del Comune di Travedona Monate Giovanni Carnesecchi e del Comune di Laveno Mombello Enrico Rodari.

«Le analisi di Goletta dei Laghi ci forniscono uno strumento utile per individuare le criticità di un sistema di gestione delle acque reflue, ancora troppo deficitario. – spiega Alberto Minazzi, coordinatore dei circoli del Varesotto di Legambiente – La situazione del Lago Maggiore, così come quella del Ceresio e del Varese, è frutto dei ritardi con cui in provincia di Varese si è dato corso alla costituzione dell'ATO e alla lentezza con cui i diversi gestori stanno mettendo in condivisione le infrastrutture per arrivare ad una amministrazione unica delle acque. Una situazione di paradossale e imbarazzante che purtroppo riguarda non solo i laghi, ma anche i fiumi. Così, mentre il sul Ceresio le amministrazioni comunali hanno trovato nell'unità di intenti un modello condiviso per proporre soluzioni per il risanamento delle acque, sul Maggiore da troppi anni si assiste all'inesorabile inquinamento dei torrenti Acquanegra, Monvallina, Bardello e Boesio, tutti affluenti del Verbano, che trasportano reflui non depurati anche dai comuni dell'entroterra».

Il dettaglio delle analisi di Goletta dei Laghi sulla sponda lombarda:

Sono risultati fortemente inquinati i campioni prelevati a Germignaga alla foce del canale adiacente il Lido Comunale, a Laveno Mombello presso la foce del torrente Boesio, a Brebbia alla foce del torrente Bardello e a Ispra alla foce del torrente Acqua Negra, confermando i dati rilevati anche nelle passate edizioni di Goletta dei Laghi. Ad Angera il torrente presso l’Oasi Bruschera sono state riscontrate cariche batteriche tali da emettere un giudizio di “inquinato”, contrariamente agli ultimi due anni di monitoraggi che avevano attestato una condizione entro i limiti di legge. Rientrano, invece, nei parametri della normativa i campioni prelevati a Laveno Mombello sul lungo lago presso lo scarico Parabò all’altezza della spiaggia di Cerro, a Monvalle presso la foce del torrente Monvallina.

Per il secondo anno il lavoro di campionamento di Goletta dei Laghi ha riguardato anche il monitoraggio delle microplastiche presenti nelle acque. I dati raccolti verranno elaborati nei laboratori di Enea – l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – e presentati in autunno. L’indagine condotta nel 2016 ha registrato nel lago Maggiore una densità media di oltre 39mila particelle per chilometro quadrato. II campionamenti si sono concentrati nella parte meridionale del bacino, individuando cinque stazioni per un totale di 7 calate della manta. La maggiore densità di particelle su chilometro quadro è stata riscontrata nel transetto tra Dormelletto, Arona e Angera, porzione del lago che subisce la presenza del torrente Vevera (che mostra una situazione d’inquinato cronico dalle analisi di Goletta dei Laghi, a causa di problemi di depurazione delle acque fognarie).

I dettagli del monitoraggio sono consultabili su: https://www.legambiente.it/marinelitter/ (nella sezione microlitter/1-2 e 3 gli approfondimenti).

RISULTATI MONITORAGGIO MICROPLASTICHE CONDOTTO NEL 2016

La passata edizione della Goletta dei Laghi di Legambiente ha permesso di ottenere un importante database relativo all’inquinamento da micro particelle di plastica. L’indagine ha registrato una presenza media di 40.396 particelle per chilometro quadrato nelle acque di tutti i bacini esaminati, nonostante le loro diversità morfologiche ed ecosistemiche. L’obiettivo, dunque, è di approfondire ulteriormente lo studio sulla dinamica delle microplastiche nei laghi, analizzando il ruolo che questi sistemi semi-chiusi svolgono in relazione alla presenza dei loro immissari ed emissari, per determinare le relazioni tra concentrazione e tipologia di micro particelle.

Anche quest’anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati CONOU è main partner di Goletta dei Laghi di Legambiente. Attivo da 33 anni, il CONOU garantisce la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. L’olio usato che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l'olio usato è anche un’importante risorsa perché può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 95% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa. «La difesa dell’ambiente, in particolare del mare e dei laghi - spiega il presidente del CONOU, Paolo Tomasi - rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione. L’operato del Consorzio non solo evita una potenziale dispersione nell’ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese».

*SOS Goletta: Per segnalare casi di inquinamento è possibile inviare una email a sosgoletta [at] legambiente [dot] it con una breve descrizione della situazione, l'indirizzo e le indicazioni utili per identificare il punto, le foto dello scarico o dell'area inquinata e un recapito telefonico o chiamando il 349/4597928.

TABELLA RIEPILOGATIVA DEI RISULTATI DEL MONITORAGGIO SCIENTIFICO NEL LAGO MAGGIOREpage3image15048

Regione

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Provincia

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Comune

Punto

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Giudizio 2017

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Lombardia

VA

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Germignaga

Foce canale presso Lido Comunale

Fortemente Inquinato

page3image29560

Lombardia

VA

Laveno Mombello

Foce torrente Boesio

Fortemente Inquinato

Lombardia

VA

Laveno Mombello

Lago, presso scarico lungolago Parabò, spiaggia di Cerro

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Entro i limiti

Lombardia

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VA

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Monvalle

Foce torrente Monvallina

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Entro i limiti

page3image47560

Lombardia

VA

Brebbia

Foce torrente Bardello

Fortemente inquinato

Lombardia

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VA

Ispra

Foce torrente Acqua Negra

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Fortemente inquinato

Lombardia

VA

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Angera

Torrente presso Oasi Bruschera

Inquinato

Piemonte

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VCO

Verbania

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Foce torrente San Bernardino

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Entro i limiti

Piemonte

VCO

Verbania

Foce fiume Toce

Fortemente Inquinato

Piemonte

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VCO

Stresa

Lago, presso sfioratore piazza Marconi

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Fortemente Inquinato

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Piemonte

page3image81912
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NO

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Lesa

Lago, in corrispondenza di via Vittorio Veneto 31

Entro i limiti

Piemonte

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NO

Arona

Lago, in corrispondenza di Corso Marconi 93

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Inquinato

Piemonte

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NO

Arona

Lungolago Caduti di Nassiriya presso scarico fognario (Rio San Luigi)

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Inquinato

Piemonte

page4image15232

NO

Arona

Foce torrente Vevera, presso lido (via De Gasperi)

page4image19816

Inquinato

Piemonte

NO

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Dormelletto

Foce rio Arlasca (scarico depuratore)

Inquinato

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Piemonte

NO

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Dormelletto

Lago, in corrispondenza della stazione di sollevamento presso via Oberdan

Inquinato

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I campionamenti sono stati effettuati l’8/07/2017 e il 9/07/2017
Per consultare i dati online: http://www.legambiente.it/golettaverde-map/

Nota sul monitoraggio scientifico I prelievi vengono eseguiti dalla squadra di tecnici di Legambiente e i campioni per le analisi microbiologiche sono conservati in barattoli sterili in frigorifero, fino al momento dell'analisi, che avviene nel laboratorio mobile entro le 24 ore dal prelievo. Come da normativa "il punto di monitoraggio è fissato dove si prevede il maggior afflusso di bagnanti o il rischio più elevato di inquinamento in base al profilo delle acque di balneazione". I parametri presi in considerazione sono gli stessi previsti per i controlli sulla balneazione in base al Decreto Legislativo del 30 maggio 2008 n° 116.

Il lavoro di campionamento di Goletta dei Laghi per la seconda volta ha riguardato anche il monitoraggio delle microplastiche. I dati raccolti verranno elaborati nei laboratori di Enea – l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – e presentati in autunno.
Legenda: INQUINATO: Enterococchi Intestinali maggiore di 500 UFC/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 1000 UFC/100ml FORTEMENTE INQUINATO: Enterococchi Intestinali maggiore di 1000 UFC/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 2000 UFC/100ml 

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Pubblicato il13 luglio 2017