Esondazione del Seveso a Milano


Bastano 40 millimetri di pioggia per allagare la città   Legambiente: “E’ urgente decementificare il territorio per liberare i corsi d’acqua ed evitare che si trasformino in minacce per la collettività”
 

 

 

 

“E’ inconcepibile che bastino 40 millimetri di pioggia per far esondare il Seveso e allagare intere zone di Milano. Ancora una volta un normale acquazzone estivo mette a nudo il dissesto idraulico dell'area metropolitana milanese”. Così Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia dopo il temporale estivo che ha mandato sott’acqua il quartiere Niguarda. Un episodio che non si giustifica con la violenza della precipitazione che ha colpito il milanese: infatti i pluviometri a Milano si sono fermati ben al di sotto dei 40 mm di pioggia, e solo in alcune parti del bacino del Seveso la precipitazione è stata più intensa, ma non certo al punto di poter essere considerata un evento alluvionale.

 

“Siamo di fronte ad una vera emergenza: ogni volta che dal cielo cade qualche millimetro di acqua in più del normale i nostri fiumi non reggono e allagano strade e palazzi. Cosa succederebbe se l'alluvione arrivasse veramente? La vera priorità per il governo del territorio metropolitano è il suo riassetto idraulico: si tratta non solo di fare grandi opere, per quanto necessarie, ma anche e soprattutto di mantenere e, ove possibile, ripristinare la permeabilità dei suoli, oggi coperti da densità inaccettabili di urbanizzazione e di infrastrutture, di gestire le acque meteoriche e i drenaggi urbani, di ridare spazio a fiumi e torrenti, sapendo che, per quanto si possa imbrigliare o perfino tombinare un fiume, l'acqua trova sempre il suo passaggio”.

 

L’ufficio stampa Legambiente Lombardia Mario Petitto 02 87386480

Pubblicato il25 giugno 2014