Emergenza aria: fa più male lo smog o la sua sottovalutazione nelle politiche di mobilità?


Grave e inaccettabile l'arretratezza dell'infrastruttura di trasporto collettivo a Milano e in Lombardia: servono politiche forti, non interventi spot

A margine dell'incontro dei sindaci della provincia di Milano, Legambiente avanza la sua soluzione per l'emergenza smog: è il bollettino meteo di oggi, che annuncia il probabile arrivo di una perturbazione per la giornata di giovedì, con piogge significative nella giornata successiva. Fino ad allora invece potremmo trattenere il respiro, visto che per le giornate peggiori non è realistico che oggi vengano dispiegate misure efficaci. Qualunque misura venga definita nel summit odierno, sarà probabilmente meno efficace di questo intervento 'pilotato dall'alto'.

"Dopo il default del piano d'emergenza di Milano, ormai è chiaro che le misure emergenziali sono diventate il passatempo per movimentare le monotone giornate nebbiose degli inverni padani - dichiara Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia - Ma il fallimento del blocco del traffico ad una cosa è servito: a rendere chiaro a tutti che a Milano e in Lombardia subiamo un gravissimo ritardo nella dotazione di servizi per la mobilità collettiva, che va imputato a chi ha governato questi territori negli ultimi 20 anni. Non è accettabile che la maggiore metropoli del sud Europa sia costretta a scongiurare l'ipotesi di un aumento degli utenti del trasporto collettivo, perchè non sarebbe in grado di farvi fronte! Bisogna agire su questo stato di cose, altrimenti non c'è via di uscita dal tunnel dello smog".

Legambiente salva solo la zona C come unica misura strutturale fino ad ora adottata per il governo della mobilità. Ma è chiaro che questa misura, se potrà servire a migliorare molto la qualità urbana del centro di Milano, da sola non basta ad affrontare la complessità dei problemi generati da un sistema complessivo di mobilità arretrato e 'unfit' per la necessità dell'area vasta metropolitana.

"In tempi di ristrettezza di risorse economiche, occorre mettersi d'accordo sulle priorità - insiste Di Simine - E per questo occorrono politiche forti e politici capaci di sostenerle e attuarle. Se quella dell'inquinamento è una emergenza ricorrente, e se gran parte degli inquinanti provengono da traffico, occorre agire sulla riduzione del traffico, non solo a Milano. Non si risolve il problema mettendo in cantiere le 11 nuove autostrade previste nella programmazione regionale praticamente per tutti i collegi elettorali lombardi (BreBeMi, TEM, TOEM, Broni-Mortara, Cremona-Mantova, TiBre, Bergamo-Treviglio, Valtrompia, Pedemontana, VA-CO-LC. Rho-Monza), ma concentrando tutte le risorse finanziarie e tecniche sul potenziamento e soprattutto sull'efficientamento dei servizi di mobilità collettiva, oggi troppo costosi per le finanze pubbliche. Di certo si otterrebbe un duplice risultato: da un lato ridurre l'inquinamento e l'inefficienza energetica dei trasporti, ma anche rilanciare la Lombardia e renderla più competitiva e attrattiva anche per gli investimenti globali, più di quanto possa fare qualsiasi autostrada".

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Pubblicato il29 novembre 2011