Dossier Malaria 2017: in Lombardia da inizio anno superamenti in tutte le centraline. Cremona maglia nera


Legambiente: “Le città devono tornare a respirare. La Regione renda efficaci le misure d’emergenza e rendere obbligatoria l’adesione dei Comuni al Protocollo con le misure urgenti per il contrasto all’inquinamento”

Il 2017 si è aperto nella morsa dello smog: nel primo mese dell’anno in tutte le centraline delle città lombarde si sono registrati almeno 5 giorni di superamento dei limiti di polveri. Cremona, alla centralina Fatebenefratelli, segna il record negativo addirittura a livello nazionale, con 25 giornate di sforamento, vale a dire oltre il 70% di quelle consentite per tutto il 2017. A Milano, Pavia, Monza i giorni di aria irrespirabile sono stati 18, con picchi di 146 microgrammi per metro cubo. Significativo anche il dato sui giorni consecutivi di sforamento: a Cremona 13, a Monza e Milano 12, a Lodi e Pavia 10, a Mantova 9. Sono i dati contenuti nel dossier Mal’aria 2017 di Legambiente, che monitora l’andamento giornaliero delle polveri sottili rilevate nei capoluoghi di provincia. Si tratta di un quadro preoccupante, che ha ingenti conseguenze sulla salute dei cittadini, se si pensa anche ai rilevanti impatti sulla salute e i costi sanitari associati.

 

Tab. 1 Superamenti limiti di pm10 nelle province lombarde a Gennaio 2017

Città

Media gennaio

Picco rilevato

Giorni di superamento

% rispetto a 35 gg

Bergamo

49,34

143

13

37,14

Brescia

50,31

131

16

45,71

Como

56,52

150

17

48,57

Cremona

65,29

127

25

71,43

Lecco

38,19

133

9

25,71

Lodi

52,52

105

15

42,86

Mantova

53,91

127

15

42,86

Milano

61,60

161

19

54,29

Monza

55,32

140

18

51,43

Pavia

58,75

108

18

51,43

Sondrio

47,10

84

9

25,71

Varese

48,31

115

13

37,14

 

 

Questa mattina a Bologna Legambiente Lombardia ha partecipato insieme alle Regioni dell'area padana, riunite con il ministro dell’Ambiente Galletti, all’incontro governativo sulla qualità dell’aria e le azioni unitarie da adottare nel bacino padano.

"Abbiamo consegnato a Regione Lombardia le proposte di Legambiente per tentare di uscire da uno stato d’emergenza che rappresenta ormai una condizione strutturale in ogni inverno - dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente LombardiaServe coraggio da parte di Regione nei prossimi mesi per risolvere le criticità e prevenire l’allerta smog, a partire dall’obbligatorietà delle misure d'emergenza, concordate nel Tavolo Aria, visto che ancora non tutti i Comuni dell’area critica hanno colto l’opportunità di fare fronte comune nella lotta all’inquinamento”.

Alla Regione si chiede, inoltre, di agire in maniera netta nella lotta alle emissioni, vietando la circolazione a tutti i veicoli diesel e, in un primo periodo di transizione, rifinanziando il bando per i Filtri Antiparticolato per i veicoli commerciali, precedentemente andato deserto. L’abbattimento delle emissioni in città passa anche attraverso la riqualificazione energetica degli edifici; a tal proposito si chiede l'istituzione di un fondo di garanzia, utile soprattutto per le unità immobiliari di grandi dimensioni. Sempre nell’ambito dell’edilizia, è necessario che Regione metta al bando le caldaie a gasolio che, a parità di prestazioni, costano il doppio e sono 25 volte più inquinanti di una caldaia a metano. Nel settore del trasporto, secondo Legambiente, Regione dovrebbe destinare maggiori risorse ai servizi pubblici, per disincentivare l’utilizzo di mezzi privati.

Far uscire le città dalla cappa di smog è una priorità. L’associazione ambientalista ne è convinta e sfida le amministrazioni disegnando le città di domani, innovative e sostenibili, sempre più verdi dove gli alberi tornano ad essere i protagonisti del centro e delle periferie. E poi reti ciclabili, mezzi pubblici e auto elettriche, ecoquartieri, edifici che tornano a nuova vita grazie a progetti rigenerazione urbana e riqualificazione energetica per Centri urbani sempre più smart, partecipativi e inclusivi. Ecco le 10 proposte anti-smog che Legambiente ha presentato oggi:

 

  • Ridisegnare strade, piazze e spazi pubblici delle città, creando zone 30 e ampie aree pedonali
  • Aumentare il verde urbano sia nelle vie del centro che nelle periferie, ma anche sugli edifici
  • Una mobilità verso “emissioni zero”, ampliando la rete ciclabile e incentivando car e bike sharing
  • Priorità alla mobilità pubblica, potenziando il servizio e creando corsie preferenziali
  • Fuori i diesel e i veicoli più inquinanti dalle città, con standard sempre più elevati da dover rispettare per poter accedere alle aree urbane
  • Road pricing e ticket pricing: politiche tariffarie per l’ingresso con veicoli a motore nelle aree urbane, sull’esempio dell’Area C milanese
  • Riqualificazione degli edifici pubblici e privati, per ridurre i consumi energetici e le emissioni inquinanti e aumentare la sicurezza dal rischio sismico e idrogeologico
  • Riscaldarsi senza inquinare, vietando i combustibili fossili (fatto salvo il metano) e incentivando le più moderne tecnologie che migliorano l’efficienza riducendo le emissioni, come le pompe di calore
  • Rafforzare controlli su emissioni auto, caldaie ed edifici, prevedendo un sistema sanzionatorio efficace
  • Intervenire su industrie e aree portuali

  • Scarica il rapporto nazionale Mal'aria 2017:
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Pubblicato il30 gennaio 2017