Discarica nel Parco del Roccolo: Legambiente e Comitato no discarica in presidio davanti a Regione Lombardia


“Servono maggiori vincoli anche per i Plis, in un’ottica di conservazione e salvaguardia del territorio, arrivando ad escludere discariche all’interno di qualunque parco”

Allo slogan di “Tutti i parchi sono uguali anche quelli sovracomunali” i rappresentanti di Legambiente Lombardia e dei circoli di Nerviano e Parabiago si sono riuniti in presidio questa mattina davanti al Pirellone per protestare contro il progetto di discarica di rifiuti speciali all’interno del Parco del Roccolo, in via di concessione da parte di Città Metropolitana e contro la cui apertura i comitati hanno chiesto l’intervento di Regione Lombardia. Il Parco del Roccolo, che accoglie alcuni degli ultimi lembi forestali del territorio Alto Milanese in un tessuto agricolo di circa 1600 ettari, è un Parco Locale di Interesse Sovracomunale ormai storico, di importanza strategica tra le aree più densamente urbanizzate della Lombardia. Una sua maggior tutela avrebbe dovuto passare attraverso la legge di riorganizzazione delle aree protette, voluta nel 2016 dalla stessa Regione per sviluppare la cintura verde del parco metropolitano, anche realizzando le necessarie connessioni tra tutte le aree protette istituite dai comuni nell'arco degli ultimi trent'anni. Purtroppo quella legge è rimasta lettera morta e da tempo la Regione rinuncia a sviluppare un vero programma territoriale che valorizzi la rete estesa delle aree protette: così il grande sogno di un sistema regionale di protezione della natura, voluto dalla legge fondativa del 1983, resta sulla carta, in un clima di scarsa certezza delle tutele, che facilita le incursioni speculative.

 

«Siamo fermamente convinti dell’assurdità di aprire una discarica per rifiuti speciali all’interno del Parco del Roccolo tra Casorezzo e Busto Garolfo. Oltre 150 tipologie di rifiuti potrebbero essere stoccate in un territorio già congestionato e che si è voluto tutelare e preservare fin dagli anni ‘90. A Regione Lombardia chiediamo l’aumento delle tutele, oggi ridotte alla sola proposta di compensazioni in aree sparse nel territorio del parco. Uno spezzatino che non risarcisce la comunità locale del possibile danno dovuto alla perdita di un bene comune quale è l’ambiente naturale. Per questo sarebbero auspicabili maggiori vincoli anche per i Plis, in un’ottica di conservazione e salvaguardia del territorio, arrivando ad escludere discariche all’interno di qualunque parco. In un momento in cui gli ambienti naturali assumono un’importanza strategica per fermare il cambiamento climatico, ancora vengono adottate scelte da secolo scorso»dichiarano Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia e Claudio De Agostini, portavoce dei circoli Legambiente Parabiago e Nerviano.

 

Legambiente Lombardia nel 2017 ha presentato un ricorso al Tar redatto dall’Avv. Andrea Perron-Cabus, per fermare la discarica approvata nel Parco. Si tratterebbe di oltre 600mila metri cubi di rifiuti con 151 differenti codici CER, collocati a poche centinaia di metri dall’abitato nel parco, a soli 2 metri al di sopra della falda acquifera dell’est Ticino. Al progetto, oltre ai sindaci dei territori interessati dall’intervento, hanno già espresso contrarietà anche i 52 comuni dell'Alto milanese, del magentino e dell'abbiatense.

Pubblicato il12 novembre 2019