Cremona: rinnovo Autorizzazione Integrata Ambientale di Acciaieria Arvedi


Legambiente e i Comitati locali: “L’autorità vigili sulla risoluzione delle criticità ambientali sollevate nelle ispezioni”

Il rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale di Acciaieria Arvedi di Cremona/Spinadesco è ormai prossimo. Nell'ultima ispezione ordinaria di ARPA, risalente addirittura alla fine del 2015, sono emerse 49 tra criticità e inottemperanze all'AIA vigente, che sono state oggetto di decreto di diffida a sanare le irregolarità, emesso dalla Provincia di Cremona il 22 marzo 2016, la quale aveva anche dato mandato ad ARPA di verificare la risoluzione delle violazioni entro sei mesi.

“I termini per sanare le inadempienze riscontrate durante i controlli sono scaduti. Chiediamo agli enti locali che, in sede di rinnovo dell'autorizzazione integrata, valutino attentamente le criticità accertate – dichiarano congiuntamente Legambiente, il Coordinamento dei Comitati Ambientalisti Lombardia e al Comitato di Quartiere 3 di Cremona – L'autorità competente si impegni a verificare la soluzione delle problematiche e preveda adeguate contromisure qualora non fossero risolte, sospendendo la proroga della concessione. La salute dei cittadini non può essere messa in secondo piano”.

Il Gruppo ispettivo ambientale regionale ha sollevato dubbi in merito a svariati aspetti: dai tempi di sostituzione dei carboni attivi nei filtri dei camini, alle modalità di movimentazione del rottame che genera boati e emissioni di polveri; dall'eccessiva temperatura delle acque sotterranee, al superamento di alcuni parametri a valle dell'Acciaieria nelle acque di prima falda; dal telo non più a tenuta della discarica interna, alla necessità urgente di una sua riprofilazione. Inoltre è stato posto all’attenzione il problema delle emissioni diffuse, emerse nella presente e nelle precedenti ispezioni, nell'area di fossa delle scorie e della loro movimentazione con camion scoperti che viaggiano, come più volte documentato, con rimorchi dai quali fuoriescono fumi, contravvenendo alle disposizioni delle BAT. Sono state, infine, evidenziati il problema della mancata copertura del parco rottami e la deroga, fino al triplo, dei limiti dei parametri  chimici  per i rifiuti inertizzati. 

Pubblicato il21 ottobre 2016