Collegamento ferroviario Malpensa T2: una spesa di 115 milioni di euro per un'opera che arriva in ritardo di 10 anni


Legambiente preoccupata anche per il futuro collegamento ferroviario Malpensa T2 con Gallarate: “Chiediamo un'analisi dei costi e benefici, per valutare se l’opera sia necessaria all’utenza e non solo un’operazione spinta da interessi economici”  

Taglio del nastro per il collegamento ferroviario tra i terminal di Malpensa, che sarà operativo dall’11 dicembre, giorno dell’entrata in vigore dell’orario invernale. Un’opera costata 115 milioni (45 milioni dal Ministero Infrastrutture e Trasporti, 31 milioni da Regione Lombardia, 23 milioni da contributi Ue, 16 milioni da Sea). Una spesa al chilometro di 31,9 milioni di euro per i 3,6 totali: tre volte quella per l’Alta velocità in Francia.

Il servizio, pronto quando l’aeroporto registra una contrazione di 6 milioni di passeggeri in 10 anni, è oltretutto a pagamento per i viaggiatori. Legambiente considera sbagliata, infatti, la decisione di far pagare lo spostamento in treno tra i due terminal dell’aeroporto, a maggior ragione perché non sostituirà l’attuale servizio di bus navetta gratuito, che effettua anche fermate intermedie. “In molti grandi aeroporti il collegamento è gratuito: a Parigi, New York, Londra, per esempio. Malpensa è sempre più un aeroporto low cost, sul quale gravita un’utenza sempre più cheap, che ha a disposizione l’attuale transfer gratis di bus navette – dichiara Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente LombardiaI viaggiatori saranno disposti a pagare il nuovo servizio?”

A Malpensa, tra l’altro, il nuovo collegamento ha avuto l’effetto anche di far lievitare di un euro il costo del Malpensa Express da e per Milano. Ogni giorno partono per l’aeroporto 130 treni al giorno al costo di 13 euro e in aggiunta ci sono tre aziende private di bus che offrono 280 collegamenti al giorno a 8 euro: se si sommano i treni ai bus, si scopre che a Malpensa sono di più i trasporti a terra che gli aerei, circa 380 al giorno lo scorso ottobre. “I numeri ci dicono anche che ci sono più treni del 2007, quando Malpensa aveva 24 e non 18 milioni di passeggeri. Ci stupiamo del fatto che, a fronte di una domanda in contrazione, ci sia un’offerta così ampia di collegamenti. Non sarebbe più sensato equiparare i costi del trasporto ferroviario a quello su gomma, per incentivare l’uso del treno?” conclude Balotta.

Legambiente si dice molto perplessa anche nei confronti del progetto, ancora in fase programmazione, di collegamento ferroviario tra il Terminal 2 e la stazione di Gallarate, soprattutto per le problematiche ambientali. “Si tratta di un’opera imposta, senza nessuna valutazione d’impatto ambientale e senza alcun coinvolgimento dei cittadini – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia Nel progetto non sono stati stimati i danni ambientali per il territorio, in particolare sull’asse del Sempione, dove si registrerà un’ingente perdita di habitat naturale e forti disagi viabilistici in una zona densamente urbanizzata. Pur sostenendo con convinzione l’importanza del trasporto su ferro, in questo caso chiediamo sia fatta una precisa analisi dei costi e benefici, per valutare se l’opera sia davvero necessaria all’utenza o non sia solo un’operazione spinta da interessi economici”.

Il costo stimato è di 250 milioni di euro, per una manciata di chilometri dal forte impatto sul territorio, la cui copertura è già assicurata già dalla bretella di Busto Arsizio. Il tutto potrebbe tradursi in un nuovo sperpero di denaro pubblico, dopo quello effettuato per il collegamento tra il T1 e il T2: spese folli che hanno richiamato l’interesse della Procura e fatto avviare dalla Guardia di Finanza un’inchiesta, tuttora aperta. Particolarmente devastante sarà poi l’impatto nella fase di cantiere che, come è facile prevedere, durerà anni, lasciandosi alle spalle un degrado territoriale difficilmente rimediabile.

Pubblicato il06 dicembre 2016