Brescia. pubblicata oggi la sentenza definitiva del Consiglio di Stato: piena legittimità per le scelte del PGT


Legambiente: “Bene per Brescia, ma serve una legge quadro nazionale per limitare scelte arbitrarie”

La partita del PGT di Brescia, contestato da proprietari di aree che ritenevano leso il loro diritto edificatorio dopo che il Comune con l'approvazione del nuovo Piano di Governo del Territorio aveva rivisto le previsioni di nuova urbanizzazione, si è chiusa ai tempi supplementari. Al primo round, infatti, il TAR Lombardia aveva dato ragione ai privati, interpretando a loro beneficio la legge regionale lombarda sul consumo di suolo. 

 

Alla sentenza del TAR, che avrebbe portato alla cementificazione dei terreni, si erano opposti, insieme, il Comune di Brescia, Legambiente e l'ANCI, ricorrendo al Consiglio di Stato. I ricorrenti contestavano, fra l'altro, la legittimità costituzionale della norma lombarda che, paradossalmente per una legge che dichiara di voler fermare il consumo di suolo, impediva ai comuni di esercitare la loro facoltà di recedere da previsioni urbanistiche che, se realizzate, avrebbero comportato nuove cementificazioni. A fronte di questa istanza, il Consiglio di Stato aveva sospeso il giudizio richiedendo un pronunciamento alla Corte Costituzionale, la quale aveva riconosciuto l’anomalia giuridica contenuta nella legge lombarda, ripristinando il pieno titolo dell'Amministrazione Comunale a sviluppare le proprie scelte di governo territoriale in coerenza con i principi e le prescrizioni delle leggi e dei piani regionali. Oggi, con la pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato che acquisisce il parere costituzionale e si pronuncia accogliendo l'appello di Comune e associazioni, si conclude definitivamente la vicenda.

 

«Una buona notizia per Brescia: la sentenza conferma la necessità di preservare il verde, rigenerare l’esistente ed evitare nuovo cemento - dichiara Lucio Lorenzipresidente di Legambiente Brescia-. Il pronunciamento della Corte Costituzionale rafforza un principio di tutela che non può più essere messo in discussione, nonostante manchi ancora una legge quadro nazionale. Chiusa questa partita, dobbiamo continuare ad occuparci di una risorsa preziosa, il suolo, che anche nella nostra provincia è stato maltrattato dal troppo cemento, ma anche dai veleni industriali e dagli eccessi dell'agricoltura intensiva».

 

Pubblicato il04 febbraio 2020