Banche e Brebemi


Legambiente attiva una task force per vigilare sull'opera A Corrado Passera, neo Ministro delle Infrastrutture: “Nessuno trucco per coprire le voragini del project financing delle autostrade lombarde”Al centro dell'azione di Governo deve esserci la tutela e il rilancio del trasporto pubblico

Se l'economia sta faticosamente cercando di uscire dal default, non altrettanto si può dire per gli investimenti bancari che dovrebbero coprire la voragine di costi relativi alle nuove grandi infrastrutture lombarde, in primo luogo le autostrade, su cui si addensano grosse nubi circa l'effettiva praticabilità del tanto declamato project financing. “Da sempre denunciamo progetti devastanti per il territorio lombardo, in primo luogo quelli di nuove autostrade – dichiara Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia - ma sappiamo anche che la chiusura dei project financing di queste infrastrutture è ancora in fase di negoziazione, perchè si tratta di opere realizzate senza il sostegno di adeguate previsioni di traffico: è per questo ad esempio che BreBeMi ha già dovuto attingere abbondantemente ad anticipazioni garantite dallo Stato, visto che alle stesse banche cominciano a non tornare i conti, alla luce del loro crescente stato di crisi”.

Al nuovo ministro delle infrastrutture, Corrado Passera, gli ambientalisti augurano di non lasciarsi indurre in tentazione dai suoi legami con Banca Intesa, istituto bancario che detiene quasi il 40% delle azioni di Brebemi Spa, oltre a partecipazioni importanti anche in TEM e Pedemontana. Ed in ogni caso gli assicurano il conforto della loro attenta vigilanza. “Siamo molto preoccupati per il possibile conflitto di interessi che potrebbe vedere coinvolto chi fino a ieri di mestiere dirigeva la principale banca coinvolta negli investimenti in infrastrutture nel Nord Italia, agendo sia come gestore autostradale che come istituto di credito – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, riferendosi al neo ministro Corrado Passera – vigileremo attrezzando una task force di esperti, attivisti e legali per contrastare ogni possibile tentazione di concedere indebiti aiuti a quelle stesse banche che, fino ad oggi, avevano frenato su investimenti avventati in infrastrutture tanto devastanti quanto poco utili, come BreBeMi”.

BreBeMi è l'esempio più lampante di investimento sbagliato: partita con un preventivo pari a circa 900 milioni di euro, il costo attuale dell'opera è salito a 2400 milioni di euro, ma già le banche hanno fatto sapere che la concessione di crediti nel nuovo contesto finanziario richiederà rinegoziazioni e quindi prevedibili ulteriori aumenti. Una spesa enorme e ingiustificata, dal momento che BreBeMi è un doppione dell'autostrada Milano – Brescia e che quest'ultima, con la realizzazione della quarta corsia, ha risolto i suoi problemi di congestione. Difficile pensare ad un rientro finanziario dell'investimento in tempi ragionevoli, a fronte di una previsione di domanda modesta. “Ci auguriamo che il Ministro metta da parte gli inutili doppioni autostradali - conclude Di Simine - ponendo al centro della sua agenda la soluzione del vero ritardo italiano, che è quello relativo al servizio di trasporto pubblico di persone e merci: la mobilità collettiva e sostenibile è la vera infrastruttura di cui il Paese ha bisogno per diventare più efficiente e competitivo”.

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Pubblicato il16 novembre 2011