1 giugno apre il tunnel del Gottardo, Legambiente: grande occasione mancata. La Lombardia si fa trovare impreparata


Legambiente: L'Italia e la Lombardia non hanno saputo approfittare dell'occasione creata dallo sviluppo del progetto Alptransit. Ora il rischio è l’aumento del traffico su gomma nella regione

È netta la posizione di Legambiente alla vigilia dell’inaugurazione della galleria di base del Gottardo, che insieme alla successiva apertura del tunnel del Monte Ceneri prevista nel 2020 e al Lötschberg (già in funzione), renderà ufficialmente completo il sistema Alptransit. Mentre la Svizzera sta ottimizzando il sistema infrastrutturale ferroviario con la creazione dei nuovi tunnel transalpini, lo stesso Governo svizzero ha dovuto stanziare la somma di 120 milioni per consentire alle ferrovie italiane di intervenire per l’adeguamento della linea verso Luino-Gallarate-Novara, preoccupati del ritardo e del mancato adeguamento dei binari nella parte italiana di collegamento con Alptransit per i nuovi flussi potenziati di treni.

Legambiente, anche in vista dell’approvazione del Programma Regionale Mobilità e Trasporti, chiede alla Regione di modificare radicalmente le proprie progettazioni in materia di trasporti delle merci: “Il modello svizzero ci parla di un Paese che mette su ferro gran parte dei flussi di merci che lo interessano – spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – La Lombardia non può essere da meno. La Regione smetta di dilapidare risorse per nuove autostrade e dia priorità agli strumenti e alle infrastrutture necessarie a rendere competitiva la logistica ferroviaria, rispetto a quella esclusivamente stradale”.

Proprio la scarsa competitività del vettore ferroviario italiano (alti costi e tempi di resa delle merci) ha fatto sì che nell’ultimo decennio la quota di trasporto su rotaia, rispetto alle altre modalità, passasse dal modesto 13% al 7%, quota tra le più basse d’Europa, dove la media è del 18%, con la Svizzera che registra un 68%.

“Mentre gli svizzeri lavoravano al collegamento tra la Lombardia e una delle zone più produttive d’Europa, la valle del Reno, noi eravamo distratti a costruire strade inutili come la Brebemi o la Pedemontana, tralasciando di occuparci di aspetti veramente strategici come la realizzazione dei raccordi ferroviari e dei servizi logistici attorno all’area metropolitana milanese – sottolinea Dario Balotta, responsabile Trasporti di Legambiente Lombardia – Ora ci troviamo impreparati a ricevere l'impatto sulla nostra rete ferroviaria della valanga di merci che lo attraverseranno e che, invece di proseguire il loro viaggio su ferro, finiranno per riversarsi su centinaia di migliaia di TIR, aggravando il quadro di inquinamento della Pianura Padana”. 

 

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Pubblicato il31 maggio 2016