Vitamina Area C


Caramelle di gusto per una Milano che C piace

Un successo l'Area C a Milano: meno traffico in tutta la città, più mezzi pubblici

Legambiente si compiace del coraggio dell'amministrazione milanese, coronato dall'ottimo debutto di Area C nel centro di Milano, che fa del capoluogo lombardo la città italiana che ha introdotto la misura più d'avanguardia di governo della mobilità. Ma se Area C è un grande contributo all'introduzione nel nostro Paese di misure europee per la moderazione del traffico, non è certo una limitazione su 4,5 chilometri quadrati di centro storico a risolvere il problema smog, che puntuale si ripresenta in questi giorni.

Del tutto fuori luogo, dunque, le polemiche sull'efficacia di Area C per il risanamento dell'aria milanese. “E' da quando partecipammo alla campagna dei 5 referendum milanesi che sosteniamo che traffico e inquinamento, pur connessi, sono problemi distinti – ricorda Andrea Poggio, vicedirettore di Legambiente -. Tanto che la “terapia” è stata affidata a due diversi quesiti, uno sul traffico e l'altro su efficienza energetica e inquinamento. L'Area C apparteneva al primo quesito, assieme al potenziamento di mezzi pubblici e ciclabilità. Essa avrà tanto più successo quante più persone convincerà ad usare meno l'auto, e quanto più i trasporti di merci ottimizzeranno percorsi e carichi per ridurre gli ingressi in centro. Sicuramente contribuirà anche a ridurre l'inquinamento, ma non è questo ciò che chiediamo ad Area C”.

Per ridurre l'inquinamento sull'area vasta, servono a poco le misure più o meno parziali di blocco del traffico in una o più città, e davvero non se ne può più di assistere a infinite discussioni tra Comuni, Province e Regione su quale sia la misura più efficace. Per questo la proposta di Legambiente è di rottura: basta inventare nuove norme, invece si moltiplichi l'impegno a far rispettare quelle già vigenti. A partire dai divieti di circolazione già previsti dalla Regione, dalle temperature nelle case, nei negozi e negli uffici imposte dalla legge nazionale, i limiti di velocità in città, sulle tangenziali milanesi e sulle viabilità extraurbane.

“E' questo il provvedimento più efficace da attuare in emergenza: non occorre inventarsi nuove norme che complicano la vita ai cittadini, ma far scattare la mobilitazione degli organi di controllo, a partire dalle polizie locali – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – i cittadini, gli amministratori di condominio, i responsabili di uffici e aziende devono sapere che, allo scattare dell'emergenza, partono controlli straordinari, e fioccano le multe per chi non è in regola. In questo modo i cittadini coscienziosi risparmieranno sulle loro spese energetiche e sui consumi di carburanti, furbi ed indolenti pagheranno giuste sanzioni, e tutti respireranno aria più pulita”.

Secondo Legambiente infatti le misure introdotte dalla Regione Lombardia sono adeguate e potenzialmente incisive quanto quelle previste in altre metropoli europee: la Regione per esempio ha decretato da anni il progressivo divieto di circolazione dei mezzi più inquinanti (sino all'euro2, prossimamente euro3) in tutti i Comuni più inquinati e per tutto l'inverno (nella grande Londra invece un vecchio camion può circolare, ma paga 20 volte più del ticket d'ingresso istituito a Milano) ed è un provvedimento giusto: permanente e di vasta area, come dovrebbero essere tutte le decisioni antinquinamento. Purtroppo non funziona perché nessuno, né la Regione, né la Provincia e i Comuni, eccetto Milano, lo fanno rispettare. E forse è per questa ragione che industriali e commercianti non protestano contro la Regione: tutti zitti perché i 150.000 mezzi inquinanti che circolano in Lombardia godono di una esenzione di fatto e circolano abusivamente con la quasi certezza dell'impunità.

Pubblicato il26 gennaio 2012