Mal'Aria


La Mal'Aria della Lombardia

La battaglia per il miglioramento della qualità dell'aria resta in cima all'agenda delle iniziative di Legambiente. Non solo nell'ambito della storica campagna Mal'Aria: l'attenzione quotidiana verso un tema sentito da gran parte dei cittadini è dovuta alle scelte politiche delle amministrazioni pubbliche. Scelte spesso insufficienti e inefficaci, o peggio ancora che vanno esattamente nella direzione opposta al contenimento delle emissioni inquinanti che rendono irrespirabile l'aria dei centri urbani lombardi. Basta pensare ai numerosi progetti autostradali che incombono sulla nostra Regione. Il nostro è un territorio "difficile", poco ventilato e in cui le polveri sottili tendono ad accumularsi. Per questo motivo affrontare il problema della qualità dell'aria significa mettere in campo misure straordinarie, che vadano ben oltre gli interventi adottati in altre città o regioni d'Europa. Per ora, invece, è stato fatto molto poco, sicuramente meno rispetto ad altre aree non così penalizzate da un punto di vista geografico. Le priorità, secondo Legambiente, sono: limitare la circolazione dei mezzi più inquinanti, disincentivare l'uso dell'auto di privata per i piccoli spostamenti attraverso lo sviluppo di forme di mobilità sostenibile (mezzi pubblici, bike sharing e car sharing), dare risposte concrete al trasporto pendolare, creare le infrastrutture per dare impulso al trasporto delle merci su rotaia.

Ecopass e la coalizione antismog

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Legambiente ha fin da subito appoggiato il ticket antismog di Milano, la cui sperimentazione è iniziata il primo gennaio 2008. Ecopass è, infatti, la prima vera misura strutturale introdotta da una amministrazione pubblica per diminuire gli inquinanti prodotti dal traffico veicolare e incentivare l'uso dei mezzi pubblici. L'associazione giudica positivamente il primo anno di sperimentazione e chiede al Comune di rendere il provvedimento definitivo, a patto di introdurre alcune misure che lo rendano più efficace. Una posizione condivisa anche da altre associazioni ambientaliste attive sul territorio, con cui Legambiente ha costituito la "lobby antismog". Per ora ne fanno parte Genitori Antismog, Ambiente Milano e Vas Lombardia. La coalizione ha presentato alla giunta Moratti una serie di proposte concrete per rendere più efficace l'Ecopass, ha promosso un sondaggio fra i cittadini e chiesto ripetutamente di fermare le deroghe al pagamento del ticket per mezzi diesel Euro 4 non dotati di filtro anti-particolato.

 

I progetti autostradali della Lombardia

Lo smog si combatte con la mobilità sostenibile non con nuove autostrade

Lombardia terra di laghi, fiumi, montagne e autostrade, tante autostrade, almeno sono molte quelle che l'Amministrazione regionale ha in mente per questa regione del nord Italia. I progetti principali in cantiere sono otto: si va dalla famosa Pedemontana alla Brebemi, dalla Tem alla Broni Mortara, dalla Boffalora Malpensa alla Cremona Mantova, per chiudere con l'autostrada della Valtrompia e la Tirreno Brennero. Un totale di 444 chilometri di asfalto a pedaggio spalmati sul territorio lombardo e miliardi di euro preventivati, oltre 4 solo per la Pedemontana. Attualmente in Lombardia esistono 560 km di autostrade a pedaggio a cui però vanno aggiunti 11900 km di viabilità provinciale e statale. La lotta al traffico che attanaglia le strade è dunque l'obiettivo dichiarato di questi ultimi anni dalla giunta Formigoni e poiché l’ipotesi è che la congestione sia generata dalla mancanza di strade e collegamenti, via libera ai cantieri e giù nuovo cemento e asfalto. A questo scenario si oppone Legambiente Lombardia che considera sbagliate le strategie sulla mobilità portate avanti negli ultimi anni. La carenza di infrastrutture in Lombardia è sicuramente un problema, lo sanno bene i pendolari ai limiti dell'esasperazione per le gravi insufficienze del sistema ferroviario. Riguardo alle opere stradali, però non emerge una scelta strategica che si confronti con i dati strutturali: inquinamento, congestione urbana, strategia comunitaria sul cambiamento climatico, l'unica vera ansia è quella da prestazione autostradale che si giustifica più per desideri speculativi che per offrire risposte ai bisogni di mobilità.

 

Pubblicato il28 giugno 2011